FONDO NASCO, COME FUNZIONA IL NUOVO BONUS BEBE’ PER I NUOVI NATI

Il nuovo Bonus Bebè, in cosa consiste? Ma soprattutto, esiste ancora? Oggi al suo posto c’è il fondo “Nuovi Nati” o il Fondo Nasco, un prestito fino a 5mila euro a tassi super agevolati. Come funziona e come fare la domanda

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Il Fondo è in attesa di un decreto attuativo. Il continuo cambio di Governi ha fatto slittare la cosa…aspettiamo fiduciosi che si possa presto accedere a questa formula. Intanto vi spiego qui di seguito di che cosa si tratta!

Anche rinominato da molti Bonus bebè anche se la dicitura corretta è Fondo Nasco . Si tratta infatti di un prestito agevolato e non di un assegno o un contributo a fondo perduto come invece garantiva un tempo un vero Bonus Bebè. Ormai sono finiti i tempi dalle vacche grasse, care mamme! In ogni caso può essere comunque utile per chi ha bisogno di piccole somme, ovvero fino a 5.000 euro.

Dovete cambiare l’auto? Perchè passare da una finanziaria andando a pagare un botto di interessi quando potete attingere al Fondo Nasco?

COME FUNZIONA IL FONDO NASCO (NUOVO BONUS BEBE’)

La Legge Stabilità ha stanziato un fondo di 30 milioni di euro per agevolare prestiti per le giovani famiglie. Con questo fondo è stato firmato un accordo tra il Governo e l’ABI (Associazione Bancaria Italiana), grazie al quale le banche aderenti all’iniziativa mettono a disposizione dei clienti un prestito con tassi d’interesse agevolati.

Questa misura è stata battezzata “Bonus Bebè” sebbene il titolo sia un po’ confuso perché fa pensare all’erogazione di un assegno, e invece si tratta di un prestito.

Se le famiglie interessate a chiedere questo finanziamento hanno un ISEE inferiore a 15.000 euro, lo Stato garantisce il 75% del prestito (contro il 50% di garanzia in caso di ISEE superiore): questo vuol dire che è ancora più probabile che la banca decida di darci il finanziamento, e che il tasso d’interesse sarà più basso rispetto una famiglia con redditto sopra 15.000 euro.

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In ogni caso, va sottolineato che non ci sono limiti di reddito: tutti possono chiedere il bonus bebè.

D’altronde, la richiesta può essere fatta per ogni bambino nato o adottato.

QUANDO FARE DOMANDA?

Per chiedere il bonus bebè bisogna recarsi a una delle banche che hanno firmato l’accordo (l’elenco degli istituti aderenti si trova presso il sito web dell’ABI) entro il 30 giugno successivo alla nascita o all’adozione del bambino.

Per maggiori informazioni, è disponibile anche un sito web ufficiale del Fondo Nuovi Nati .

Infine, se state cercando un prestito conveniente – e ormai siete fuori tempo massimo per il Fondo Nuovi Nati – vi consiglio di consultare il comparatore gratuito che offre il portale SosTariffe.it, che consente di individuare velocemente quali sono i finanziamenti più vantaggiosi in questo momento.

ITALIANE, CONFUSE E INFELICI DEL PROPRIO CORPO:10 TRUCCHI PER RITROVARE IL SORRISO

L’attenzione per la linea resta uno dei chiodi fissi di noi italiane, che pure siamo tra le più in forma d’Europa. Perchè? A rilevarlo una recente indagine di Kellogg’s Special K che in 10 punti-chiave ci spiega come ritrovare l’autostima perduta.

Sono nata nell’epoca sbagliata!“. Quante volte, parlando di peso, lo abbiamo sentito dire e,  magari, detto a nostra volta?!  

Chi ha i fianchi larghi doveva nascere ai tempi di Marylin; chi invece ha poco seno, quando la regina dei rotocalchi era Twiggy. Quante invece sarebbero dovute appartenere all’epoca di Cindy, Linda e Naomi, donne dalle forme perfette? Tutto al posto giusto, né troppo, né troppo poco?  Io di sicuro, no! : -D

E invece eccomi qui, figlia degli sfavillanti anni ’90, con un’ “aggravante” in più: essere alta 1,80 cm. Insomma, un’altezza da modella, ma con il fisico rigoglioso di un’adolescente, con qualche chilo in più sulla bilancia. Della serie: “Vorrei ma non posso!”.

Essere donna e avere 15-16 anni negli anni ’90 non è stato facile. Chi ci è passata lo sa.

Del resto, l’adolescenza è un periodo davvero complesso sotto molti punti di vista: i primi amori, la consapevolezza del proprio corpo e le prime (tante!) insicurezze. Così anche se Babyrisparmio ha appena 22 mesi, ogni tanto mi fermo a pensare a quando toccherà a lei attraversare questa fase…e lo dico onestamente: ho paura!

Paura che lei possa perdersi in pensieri e immagini fuorvianti come è capitato a molte di noi, figlie di quell’epoca. Ricordate in tv? Top model incoronate nuove dive del momento, canoni di bellezza da inseguire, televendite dalla mattina alla sera con prodotti brucia grassi e mettiamoci dentro pure programmi come “Non è la Rai”. Una congiura! 🙂

Eccezioni come Gisele non ci tirano su il morale..ma tant'è! Perfette a pochi mesi dal parto. Ma sì..un bel chissene collettivo dai! ;-)

Eccezioni come Gisele non ci tirano su il morale..ma tant’è! Perfette a pochi mesi dal parto. Ma sì, un bel chissene collettivo dai! Del resto, anche loro hanno tutto il diritto di essere perfette 😉

 

L’influenza che i mass media hanno sulle giovanissime è davvero enorme. Ce l’hanno persino sugli adulti!

Mi conforta però il fatto che oggi le aziende stiano, praticamente tutte, facendo un passo indietro, dando sempre minore importanza all’aspetto esteriore. Il messaggio che si vuol far passare oggi non è più “magro è bello” e nemmeno “magro è sano”, ma piuttosto:

Stare bene con il proprio corpo è bello e anche sano

Poi è vero, geneticamente possiamo avere un bel sederotto, la vita larga o stretta, possiamo essere a mela, pera, banana o carota, ma la cosa più importante è stare bene con se stessi. Non è con il peso che dobbiamo commisurare la nostra felicità. 

Per questo sono contenta che oggi si tenga d’occhio questo aspetto. Di recente, per esempio, Kellogg’s Special K ha condotto un’indagine a livello europeo che mi ha molto colpita.

Pensate che sul campione preso in esame, le donne italiane sono quelle che trascorrono più tempo a pensare alla forma fisica (più che al sesso e alle vacanze, ci rendiamo conto?!).

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L’unica spiegazione che so darmi (o che forse voglio darmi) è che questi risultati siano il frutto di anni e anni di messaggi sbagliati lanciati negli ultimi decenni. E che noi donne adulte “generazione di veline” ancora paghiamo le conseguenze di questa cultura dell’apparire estremo. Guardate un po’ qui…

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Per i nostri figli, però, le cose devono cambiare.

Proprio in questa direzione, sempre Kellogg’s Special K, ha redatto un Positivity Plan, ovvero un piano d’azione che si sviluppa in dieci punti teso a migliorare la propria autostima.

  1. Concentrati sulla tua positività
  2. Sii gentile
  3. Sii ottimista
  4. Pensa ai piccoli risultati piuttosto che ai grandi
  5. Persegui i tuoi obiettivi di vita
  6. Guarda tutto in prospettiva
  7.  L’amore è tutto ciò di cui hai bisogno
  8. Adotta la terapia del grazie
  9. Non dimenticare il fattore “divertimento
  10. Positivamente motivate

Ve li ho messi tutti, perchè non ce n’è uno meno importante dell’altro. Basterebbe adottarne la metà alla lettera per condurre una vita più serena. Vorrei tanto che per quando Babyrisparmio sarà una giovane ragazza, indipendentemente dal messaggio che un’azienda debba veicolare sui mass-media, alla base ci fossero sempre questi valori.

Per un mondo, non solo più in forma – perchè tenere al proprio aspetto è salutare – ma anche più bello, dentro e fuori!

HARMONY TEST, UN PRELIEVO DEL SANGUE TI DICE SESSO E SALUTE DEL FETO SENZA AMNIOCENTESI

Che cos’è l’Harmony Test o esame del Dna fetale? E’ l’unico esame di diagnosi prenatale non invasivo che permette di sapere già alla 12esima settimana il sesso del nascituro e, soprattutto, se ci sono rischi di trisomia. Unico neo? Il prezzo

Quando ero in attesa di Babyrisparmio – sono già passati due anni! – come esami di diagnosi prenatale potevo scegliere tra villocentesi o l’amniocentesi. Entrambi gli esami avrei dovuto pagarli, perchè all’epoca non avevo ancora 35 anni, età dopo la quale entrambi gli esami sono “passati” dal Sistema Sanitario nazionale.

Già nel 2011 però leggevo sui giornali dedicati alle future mamme di un test – “presto disponibile anche in Italia – che avrebbe permesso di conoscere eventuali problemi del feto, grazie a un semplice esame del sangue, senza dover ricorrere a esami invasivi e rischiosi.

E – udite, udite! – di conoscere il sesso del nascituro già alla 12esima settimana. Figata! Io ho dovuto aspettare la morfologica.

Oggi questo test è finalmente realtà e si chiama con un nome che è tutto un programma: Harmony Test, anche detto Test del Dna fetale.

Lo dico fin da subito: non è mutuabile e dunque non è per tutte le tasche, anche se sono convinta che presto o tardi, come per tutte le novità, i prezzi si abbasseranno considerevolmente.

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Nel frattempo io ho partorito, Babyrisparmio è nata e grazie a Dio sta bene.

A prescindere dal fatto di doverla pagare, l’amniocentesi è uno di quegli esami che comunque non avrei fatto. Se non altro perchè il rischio di aborto, seppure basso, c’è! Un dato che dipende da un’unica cosa: dalla manualità, capacità, bravura chiamatela esperienza o quello che volete…di colui che esegue il test. Per queste ragioni all’epoca ho preferito optare per il Bitest, anche se si tratta di un test puramente statistico che non dà risultati incontrovertibili ma solo probabilistici.

Ebbene io per queste cose, lo ammetto, sono davvero una fifona. Per cui, semma rimanessi incinta un’altra volta, credo ricorrerei all’Harmony Test, da subito.

Ma vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

CHE COS’E’ L’HARMONY TEST?

L’Harmony Test è un test del Dna fetale, ovvero un esame in grado di leggere il Dna del feto quando ancora si trova nella pancia della madre, semplicemente analizzando il sangue materno. Ovvero si tratta di un semplice esame del sangue.

CHE COSA SI SCOPRE CON QUESTO TEST?

Il test prenatale Harmony analizza se esiste un rischio reale di trisomie fetali (solo le più comuni)  e anuplodie X,Y per donne incinte di almeno dieci settimane. 

L’attendibilità di questo test si aggira intorno al 99 per cento e anche qualche cosina in più. Per cui davvero molto attendibile, soprattutto nell’individuare la trisomia 21 (quindi la sindrome di Down) e del 98% per la sindrome di Edwards (trisomia 18) e sindrome di Patau (trisomia 13).

Il tasso di fasli positivi è davvero basso: solo dello 0,1% per cui, insomma, bisogna essere davvero tanto sfortunati, visto che la percentuale è quasi uguale a 0. Un tasso di 50 volte inferiore rispetto agli altri esami attualmente a disposizione (amniocentesi e villocentesi).

Il fatto che sia un test privo di rischi per il feto rappresenta il vero grande vantaggio; oltre al fatto di poter conoscere lo stato di salute e il sesso del bambino in tempi record.

"Human Fetus" by ddpavumba

“Human Fetus” by ddpavumba

COME FUNZIONA

La mamma esegue un normalissimo prelievo del sangue, che viene analizzato in speciali laboratori dedicati con sede negli Stati Uniti. Entro 15 giorni, al massimo, dalla consegna degli esami del sangue si ricevono i risultati che possono venire letti anche senza l’aiuto di un esperto, poichè sono molto facili e comprensibili.

SVANTAGGI

In realtà non sono veri e propri svantaggi. Nel senso che l’unico limite di questo test è di essere ancora poco accessibile sia in termine economici che logistici. I centri che operano questo test sono ancora pochi e il prezzo si aggira intorno agli 700 euro. Questi centri, poi, in realtà sono degli intermediari. Ovvero, si limitano a inviarti il kit a casa, dove poi verrà conservato il sangue della madre e che poi quest’ultima spedirà al centro, che a sua volta  lo invierà negli Usa. Insomma quasi una catena di Sant’Antonio.

I prezzi sono ancora molto variabili.  E alti.

Ci sono laboratori/studi medici che chiedono di più, altri meno…ma parlando con un po’ di amiche che l’hanno fatto, ho visto che la spesa media si aggira intorno ai 700 euro.

Qualche mamma che l’abbia fatto? O che abbia intenzione di farlo? Quanto avete speso? Anche voi avete detto no all’amniocentesi?

 

 

PAMPERS TIFOSI SI NASCE, VINCI TV SAMSUNG 3D E DIVENTI PROTAGONISTA DELLO SPOT “MONDIALE”

Con il nuovo concorso CAMPIONI DI PARMPERS – TIFOSI SI NASCE in palio tante, tantissime maglie della nazionale  e gadget a tema calcio in vista dei mondiali che si terranno in Brasile quest’estate. C’è tempo fino al 15 maggio 2014 per partecipare.

Come? Cantando l’inno della nazionale italiana con i vostri figli, naturalmente filmandovi. I piccoli canteranno a loro modo 🙂 Una volta finite le riprese dovrete caricare il filmato sul sito di Pampers legato al concorso.

Pensate che potreste addirittura diventare i protagonisti del video ufficiale campioni di Pampers. Ma per chi guardasse più alla sostanza, in palio ci sono anche un  TV Samsung LED 3D 46 per guardare le partite al meglio.

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OMAGGI PER BAMBINI SUL WEB? RICEVI GRATIS IL PELUCHE GIOTTO IL MAIALOTTO

Amici una di quelle iniziative da prendere al volo, tra le tante offerte di regali e omaggi che si trovano su internet (e che vanno a ruba!). Ma serve qualcuno che ve le segnali. E allora eccomi qui a fare felici i nostri bambini con questo peluche che ricorda un tema tanto a noi caro: il risparmio! Io ne ho appena fatto richiesta per babyrisparmio. Ovviamente e’ tutto gratuito, non pagherete nemmeno un euro di spese di spedizione. L’unica fatica? Inserire qui i vostri dati e il vostro indirizzo di casa, dove aspetterete comodamente il vostro Giotto, il maialotto. E’ un’iniziativa in collaborazione con la rivista Insieme, dedicata ai piu’ piccoli e alle mamme.

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LA SINDROME DI DOWN: ABORTIRE O NO? CARA FUTURA MAMMA, IN VERITA’ TI DICO…

In questo video #DearFutureMom lanciato per la giornata mondiale sulla sindrome di Down, qualche riflessione sull’aborto e la legge 194. Non sono nessuno per giudicare senza conoscere ogni singolo caso ma una cosa la voglio dire…

Si fa un gran parlare in questi giorni di diritto all’aborto. Ancora una volta, l’Italia è stata richiamata dal Consiglio Europeo per l’eccessiva presenza di medici obiettori e la conseguente difficoltà di applicazione della legge 194, la legge sull’aborto.

Entrambi sono due diritti e come tali vanno rispettati e garantiti. Poi uno, per l’appunto, può essere d’accordo o meno, avvalersene o no. Certo che il numero dei ginecologi che decidono di non interrompere una gravidanza qui nel Belpaese è sorprendentemente inferiore rispetto agli altri Paesi europei. Forse per la presenza della Chiesa? Dunque per una questione culturare? Chissà.

In Colombia per esempio – chi mi segue sa che Papà risparmio è colombiano – l’aborto è un reato (legale solo in presenza di una di queste tre ipotesi: violenza sessuale, rischio di salute della madre e malformazioni del feto). Così, come accade e sempre accadrà, è nato un “mercato nero” dell’aborto: donne cha vanno a interrompere una gravidanza in stanzini non sterili, nelle mani di aguzzini interessati solo al Dio denaro. Inutile dire che spesso le cose finiscono tragicamente.

E’ davvero difficile giudicare le ragioni che spingono una donna ad abortire, una scelta mai facile, nemmeno per la più sciagurata. Una gravidanza in giovanissima età, un bambino inatteso in un momento di particolare difficoltà psicofisica?  Le storie, le persone sono tutte diverse. Oppure quando siamo davanti a un padre che violenta una figlia, magari appena 12enne? E’ più accettabile in questi casi l’aborto? Chi lo sa. O quando invece ci troviamo davanti a gravi malformazioni, dove ti dicono che le aspettative di vita sono pressocchè nulle?

Davvero non so bene cosa dire in questo post. So solo che l’età ha il suo peso. E non mi riferisco solo al fatto che oggi le mamme diventino tali sempre più in là negli anni e che dunque controlli “selettivi” come amciocentesi e villocentesi siano sempre più diffusi (anche se adesso c’è l’Harmony Test)!

Corky, ve lo ricordate in "Una famiglia come tante"?

Corky, ve lo ricordate in “Una famiglia come tante”?

Quello che voglio dire è che crescendo, maturando, ho imparato a guardare le cose con più lucidità, di sicuro, molto diversamente. E forse anche a essere più elastica, a giudicare meno, a capire di più. So quello che farei io, quello che per me sarebbe giusto oggi, senza però pretendere che rappresenti il giusto anche per gli altri.

So per esempio che se oggi rimanessi incinta e scorprissi poi che il bimbo che ho in grembo ha la Sindrome di Down, non abortirei. A 25 anni non so se avrei ragionato così. Ero un’altra persona, con la testa sotto i piedi più che sulle spalle, piena di problemi e insicurezze che oggi sono solo un lontano ricordo. Per questo mi astengo dal giudicare.

Ma queste sono solo ipotesi, un parlare ad alta voce…quando di sei dentro è un’altra cosa.

Quello che so oggi, però, a 35 anni suonati – quindi con 10 anni in più sulla pelle – è che un figlio con la sindrome di Down lo terrei, con tutto l’amore e l’immenso sforzo e impegno che avere un bambino con questo handicap richiede.

Io a volte penso di non farcela, di non essere portata…arrivo a dire “fare la mamma, non fa per me! Non è il mio…”.

Eppure siamo qui, ogni giorno, sempre assieme: cresciamo come madre e come figlia.

E ora dedicate un minuto a questo video che vale più di tutto questo sbrodolame di parole che ho scritto. Guardate quell’abbraccio finale – “E’ vero mamma?” – che oltre a riempire il cuore, riempie gli occhi di tutte noi mamme, speciali e non. Occhi di lacrime. Che non sono solo fatte di preoccupazione per il futuro di un figlio,  per la paura che possa restare solo o non avere una vita come tutti gli altri…ma sono fatte anche di tanto, tantissimo amore.

Buona visione.

 


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