QUELLA PANCIA STRANA DOPO AVER PARTORITO, POTREBBE ESSERE DIASTASI

Sono Elena e ho 36 anni.
Nel 2010 ho avuto il mio primo bambino Flavio e nel 2014 è arrivata mia figlia Emily. Entrambi parti naturali.
Subito dopo il secondo parto mi resi conto che la mia pancia non stava tornando come prima, avevo sempre una specie di palloncino, fino al punto di indurre molte persone a chiedermi se fossi di nuovo incinta.

addominoplastica

Strani disturbi dopo il parto a distanza di mesi

Inoltre facendo esercizi sull’addome notai una strana protuberanza e non capivo di cosa si trattasse, dato che il mio addome era molto tonico, avendo fatto danza per molti anni. Con il susseguirsi dei mesi iniziai ad avere una leggera incontinenza ogni volta che starnutivo o tossivo, ma i dottori dicevano che era il parto.

Poi i dolori alla schiena aumentarono fino a farmi stare a letto e a prendere medicinali tutti i giorni. Quando camminavo il mio bacino cedeva procurandomi poi problemi a tutta la muscolatura.

foto dopo intervento diastasi

Nella foto a sinistra, la classica pancia a punta con la “cresta” di chi ha la diastasi

 

Iniziai così le mie ricerche, tanti soldi e tempo, fino a quando un medico mi disse, solo guardando la mia pancia, che si trattava di diastasi addominale. In pratica i retti addominali che si erano aperti durante la gravidanza non si erano richiusi dopo il parto e mi spiegò che l’unica soluzione era l’intervento chirurgico.

diastasi gravidanza

Vivendo a Roma, feci il giro di tutti i primari di chirurgia di diversi ospedali ma non tutti erano disponibili ad intervenire, inoltre mi paventarono solo la possibilità di un taglio chirurgico verticale. E questo sarebbe stato un ulteriore disastro per la mia pancia già tanto modificata.

Psicologicamente ero a pezzi perché non riuscivo a trovare la soluzione.

Alla fine mi affidai al Primario di Chirurgia Estetica e ricostruttiva dell’IDI di Roma, dott. Alessio Caggiati che mi mise subito in lista per l’intervento. Dopo soli due mesi, il 21 novembre del 2016, giorno dell’operazione, ebbi la mia rinascita.

Tutti i problemi sparirono. Oltre ad aver migliorato tantissimo l’estetica della mia pancia, non ho più il terribile mal di schiena che mi accompagnava ogni giorno, è tornata la stabilità del bacino, e sono scomparsi molti altri problemi che la diastasi provoca.

L’intervento chirurgico  per la distasi lo passa la mutua?

Scoprii in seguito che l’intervento di chiusura dei retti addominali post parto, purtroppo non viene passato dal Sistema Sanitario Nazionale in tutte le Regioni e che addirittura molte, hanno dei criteri di messa in lista assurdi. Se calcoliamo che io, con una diastasi di 3.5cm (ovverola larghezza del “buco” tra una fascia addominale e l’altra)  avevo molti disturbi, che sono spariti, figuriamoci chi ha 5 cm!

Purtroppo molte mamme, come quelle che vivono in Campania, devono spostarsi e lasciare i propri figli e famiglia per risolvere il loro problema perché da loro non viene riconosciuta come patologia. Stessa situazione in Abruzzo e Sicilia. Tutto ciò per me è inconcepibile!

Avendo subìto in prima persona tutti i disagi sia fisici che psicologici, ora il mio obiettivo è far conoscere questo problema a quante più donne/mamme possibili.

Ho aperto il gruppo Diastasi Donna (https://www.facebook.com/diastasidonna/) ed un sito www.diastasidonna.it per aiutare le donne/mamme a scoprire se hanno la diastasi addominale ed accompagnarle all’intervento chirurgico. Per chi invece non deve operarsi o per le mamme che hanno appena partorito, la mia Associazione spiega quali sono gli esercizi da fare per cercare di ridurre lo spazio dei retti e quindi evitare un successivo intervento.

Abbiamo molti professionisti all’interno dell’associazione proprio per aiutare tutte.

Pianificheremo dei corsi, faremo convegni e cercheremo di collaborare con tutte le associazioni femminili per divulgare informazioni che riguardano questa patologia.

Vi aspetto, Elena!

 

 

QUEI GIORNI DIFFICILI DA MAMMA – BE A SUPERHERO DI CARREFOUR ITALIA

Ci sono giorni difficili, alcuni più difficili di altri.
Fare la mamma è un impegno immenso se vuoi farlo per bene. È impossibile essere brave mamme tutti i giorni.

Ci sono giorni in cui si vacilla, è inevitabile. Giorni in cui la nostra voce ha un tono troppo alto e la tv resta accesa senza soste; giorni in cui ti senti poco lucida perché la notte è stata puntellata da continui risvegli.
Quando sei una bis-mamma, se possibile, è ancora peggio.
Perché chi ti sta attorno ha meno comprensione di te: “Ormai ci sei già passata, sapevi già cosa ti aspettava”. Che tradotto significa: vietato lamentarsi!
E invece no.

La stanchezza è uguale, persino di più. Perché ora sono due e tu sei sempre una. E sei pure più vecchia, quindi più stanca.
Però la “vecchiaia” – come si dice – porta consiglio. Oggi so perdonarmi di più. Se prima mi sentivo terribilmente in colpa a lasciar piangere mia figlia, oggi non è più così.
Perché se sono in bagno con Flor, non posso essere anche in salone con Tiara. E viceversa.

Non ho il dono dell’ubiquità. Non sono un supereroe e nemmeno lo sarò mai.
Semmai sono loro due, le mie figlie, ad avere poteri straordinari.

Flor e il suo superpotere che io chiamo “Abbraccio scacciapensieri”

abbraccio mammarisparmio carrefour

I loro abbracci sono potenti, miracolosi. Sono come il mantello di un supereroe che porta via con sé la tristezza di una giornata storta sul lavoro, la delusione dopo uno sgarbo ricevuto. I loro abbracci sono una medicina, un portento, mi salvano quando vacillo.
Ecco perché quando mi è stato chiesto di parlare di un bambino che mi ricordasse un supereroe non ho potuto non pensare alle mie figlie.
Ogni bambino, a suo modo, lo è con la propria mamma.
Il punto è che non tutti i bambini sono così fortunati da avere delle famiglie cui donare questi abbracci.
Per loro si può sempre fare qualcosa. E se poi lo facciamo, senza che ci costi nulla, tanto meglio!

Con Beasuperhero di Carrefour Italia restituiamo un abbraccio ai bambini meno fortunati

L’iniziativa è di quelle superlodevoli: Carrefour Italia ha deciso che donerà la bellezza di 500mila euro a delle onlus attive nel campo dell’infanzia. Noi dovremmo solo aiutare Carrefour Italia a scegliere le associazioni benefiche da aiutare, semplicemente raccogliendo i bollini dell’iniziativa e utilizzando i codici dei bollini per votare sul sito dell’iniziativa: http://www.beasuperhero.carrefour.it .

banner beasuperhero

I bollini che riceviamo ogni 20 euro di spesa – oltre ad aiutarci a collezionare questi bellissimi supereroi in peluche – ci regalano infatti un diritto di voto. Quindi 10 bollini, 10 voti utili per far vincere la nostre Onlus favorite.

Vi ricordo che:

  • per chi fa la spesa online i bollini sono doppi (quindi 20 euro di spesa = 2 bollini),
  • alcuni prodotti segnalati in reparto garantiscono un numero maggiore di bollini
  • potete fare la raccolta anche nelle stazioni di benzina Esso, che regala un bollino ogni 20 litri di carburante.

Avete tempo fino al 5 novembre per raccogliere i bollini e fino al 19 novembre per votare online le Onlus, affinché tutti i bambini possano sentirsi dei piccoli grandi eroi.

 

COME TENGO A BADA  IL PRURITO DI MIA FIGLIA

Pelle secca, inspessita, vere chiazze di pelle che al tatto sembrano una grattuggia e che le provocano prurito, soprattutto la notte. Da sempre Flor ha la pelle sensibile  a tendenza atopica. Già in passato vi avevo consigliato Lipikar Baume per il sollievo immediato che regala, da oggi c’è anche la versione in stick, ancora più pratica.

La mia prima bambina, Flor, è sempre stata molto delicata di pelle. Tutti i bimbi lo sono, è vero, ma lei fin dai primi giorni di vita ci ha dato il nostro bel daffare.

Appena nata, per diversi giorni, ha avuto livelli alti di bilirubina, quella che provoca l’ittero. Le sue prime foto sono di una bambina tutta gialla, scurissima che nessuno direbbe mai essere figlia mia!

io e flor neonata

La mia piccola a pochi giorni dalla nascita, tutta abbronzatina

 

Poi le è venuta l’acne neonatale per via degli ormoni che le passavo con il latte materno. Certi brufoli che manco io a 15 anni…ok, forse sto esagerando.

A un mese dalla nascita, la prima eruzione cutanea davvero importante: spalle, braccia, pancia, testa. Sudamina all’ennesima potenza. E poi quinta e sesta malattia. Pare addirittura abbia fatto il morbillo prima dell’anno di età. Caso raro, di cui però non avrò mai conferma dato che il parere dei medici all’epoca fu discordante (due dicevano di sì, un terzo invece no…mah!).

Tiara, per fortuna, fino ad oggi non mi ha dato motivi di preoccupazione in questi nove mesi e speriamo vada avanti così.

Flor è piu’ delicata. Da sempre, poi, soffre di dermatite atopica. Oggi ha 5 anni ma è già da neonata che mi sono accorta dei primi problemi di pelle.

Punti ruvidi e inspessiti su gambine e braccia

 

Quando le cambiavo il pannolino, accarezzandola, sulle gambine e in alcuni punti come braccia o pancia sentivo come delle chiazze ruvide di pelle molto secca e inspessita. Queste stesse chiazze le compaiono ancora oggi, di tanto in tanto – soprattutto nel periodo invernale – su pancia e dietro il ginocchio.

Quando era molto piccola non si grattava molto, anzi direi quasi per niente. Da qualche parte ho letto che i bambini fino a tre anni sentono molto poco lo stimolo di grattarsi (e per fortuna visto il numero di punture di zanzare che subiscono ogni estate).

Oggi che ha cinque anni, però, si gratta eccome!  E lo fa soprattutto di notte, mentre dorme. Abbiamo le stanze comunicanti e riesco a sentirla persino dalla mia camera, tanta è l’enfasi che ci mette. Si crea, a volte, persino delle microlesioni, poverina.

pelle dermatite bambina

Il retro delle ginocchia di mia figlia Flor: lato sinistro sopra e qui il destro

pelle atopica bambino rimedi

Se mi seguite sapete che in tutti questi casi intervengo immediatamente con una crema specifica, Lipikar Baume di La Roche Posay.

Ve ne avevo parlato già in passato in questo video, segnalandovi i miei prodotti preferiti per i primi mesi del bebè.

 

 

Questa crema va benissimo sia per la prevenzione della pelle secca (quindi dopo il bagnetto a Tiara), sia per “cancellare” le chiazze di pelle secca di Flor. L’ho provata prima su di lei e mi è piaciuta così tanto che ho deciso di usarla poi anche sulla più piccola. Il flacone grande costa sui 30 euro e l’ho preso in farmacia. Sicuramente non sono queste le cose su cui risparmio.

Come sono venuta a conoscenza di Lipikar la prima volta? Semplice attraverso internet, facendo quello che fanno il 99% delle mamme, ovvero andando nei forum a cercare come le altre mamme avessero risolto il mio stesso problema. In un topic sul famoso forum Alfemminile avevo letto di tante mamme molto contente di questo prodotto e così ero subito andata in farmacia ad acquistarlo.

Provato e subito promosso.

Tempo addietro sono stata contatta per testare un prodotto, un test alla cieca, senza conoscere il nome del prodotto, che all’epoca ancora non era in commercio. Quando mi è stato detto che si trattava di uno stick de La Roche Posay, ho subito accettato perché conoscevo già l’azienda e la sua efficacia in fatto di dermatie atopica (forse sono stata contatta perché avevano visto il video anche loro? Chissà…).

Flor non è certamente un caso grave

Credo sia un caso molto comune, come ce ne sono tanti. Si arriva a un punto in cui è necessario intervenire con qualcosa di specifico perchè il bambino è troppo infastidito, anche nel sonno appunto. Il problema è che grattando la pelle si dà inizio a un circolo vizioso che impatta sulla barriera cutanea, favorendo una maggiore penetrazione di allergeni nella pelle.

lipikar dermatite prurito bambini

 

Abbiamo provato una crema in stick per circa un mesetto (pensate la mia sorpresa quando poi ho scoperto che si trattava proprio di Lipikar…) e certamente non sono stata lì a metterle la crema ogni giorno (Quale mamma lo fa? A patto ovviamente che non si tratti di casi seri).

Non l’ho fatto anche perchè il sollievo che regala questa crema è pressocchè immediato.

La “macchia” di pelle inspessita se ne va, così la secchezza. In effetti, ora che ho avuto modo di entrare in contatto direttamente con l’azienda e di scoprire più nel dettaglio cosa ci sia dentro Lipikar Stick AP+  – questo il suo nome – ho capito meglio il perchè della sua efficacia.

Dentro troviamo Madecassoside lenitivo, Burro di Karitè relipidante e Zinco Gluconato dalle proprietà antibatteriche.

Lo stick ha un enorme vantaggio:.

a differenza del flacone è sicuramente più pratico sia da applicare che da trasportare. Quest’estate, per esempio, l’ho messo nel beauty senza intoppi mentre il flacone è nettamente piu’ ingombrante (io ho quello grande, poi non so se ci siano formati anche piu’ piccoli). Lo stick non va spalmato con le mani ma si “autospalma”, dettaglio non da poco dato che Flor è un po’ indomabile e odia farsi spalmare creme. Tiara, invece, ancora così piccolina può solo subire eh, eh!

Ma un giorno, lo so, si “vendicherà” anche lei come Flor.

Lo trovate in farmacia a 15 euro. Soldi spesi davvero bene. A noi ha risolto un bel po’ di fastidi, dando sollievo immediato alla mia bimba e questo non ha prezzo!

Per approfondire cliccate qui: http://www.larocheposay.it/articolo/http-www-larocheposay-it-articolo-come-i-grandi-a32853-aspx/a32853.aspx?

 

 

10MILA BIGLIETTI DEL PULLMAN A 1 EURO, FLIXBUS L’AUTOBUS LOW-COST

Se non amate viaggiare in treno, anche perchè a volte se non si compera con anticipo, può costare davvero più dell’aereo, allora una soluzione per spendere poco potrebbe essere quella dell’autobus. Pensate che papàrisparmio, costretto a fare Milano-Roma ogni 15 giorni per via di un master che sta seguendo, ha acquistato un’offerta da 1 euro, proprio su Flixbus.

CLICCA QUI E ACCEDI ALLE PROMOZIONI BLACKFRIDAY 

Da oggi il nuovo operatore di autobus low-cost amplia le proprie tratte e per farlo promuove un’iniziativa straordinaria: ecco 10mila biglietti a solo un euro.

Il numero degli autobus a disposizione è stato triplicato.

autobus economico

FlixBus è un operatore di servizi autobus a lunga percorrenza di origine tedesca.  Ogni giorno FlixBus collega oltre 400 città europee attraverso la sua rete di trasporto, offrendo una forma di mobilità moderna, sostenibile e conveniente. Non a caso è stato scelto il verde come colore simbolo di questi autobus che rappresentano un’alternativa di viaggio moderna e adatta a tutte le tasche. Cliccate sul banner sotto per accedere alle offerte!

Esempio di promozioni che troverete:

  • Milano – Roma da 1€
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  • Bari – Bologna da 1€

Vi ricordo che si tratta di bus con bagno a bordo, wi-fi e prese per ricaricare cellulare e computer.

Ecco le nuove città che saranno coperte a partire da oggi dal nuovo operatore di pulman low-cost con nuovissime tratte:

  • Bergamo,
  • Brindisi,
  • Ferrara,
  • Firenze,
  • Grosseto,
  • Lecce,
  • Livorno,
  • Modena,
  • Napoli,
  • Novara,
  • Pisa,
  • Roma,
  • Reggio Emilia,
  • Trieste,
  • Trento.

Per accedere all’offerta cliccate sul banner qui sotto e cominciate a viaggiare belli comodi. Io ho girato tutto il Sudamerica in autobus e vi assicuro che tra un libro, due chiacchiere e il panorama, il viaggio vola letteralemente.

Vi segnalo anche la nuova promozione.

Viaggiatore accanito? FlixBus ti premia! Se acquisti un biglietto da/per Venezia (e/o Venezia Mestre) tramite questa pagina dal 08/05 al 16/05, FlixBus ti invierà via mail entro il 17/05 un voucher del 10% da utilizzare entro il 31/05 per un tuo secondo ordine! Così spendi di meno e… viaggi di più! Prenota ora per ricevere il voucher!

PERDERE PESO DOPO LA GRAVIDANZA, PERCHE’ NON DOVETE CEDERE AL FAI DA TE

Tante volte abbiamo parlato di peso in gravidanza e soprattutto peso nel post gravidanza.
Come sapete, con entrambe le bimbe ho messo su parecchi chili: circa una ventina e forse anche qualcosa di più dato che poi, nell’ultimo mese, ho smesso proprio di pesarmi. Non volevo soffrire troppo anche se non ho mai avuto paura di non tornare come prima della gravidanza.
La parte più difficile, per me, è stata quella dei primi mesi: quando la pancia cresce ma ancora non si percepisce bene quella rotondità che ti fa dire “guarda, una donna incinta!”. Nei primi mesi è solo pancetta, per cui la gente – te compresa – ti pensa più come una un po’ grassottella a livello addominale.
Io poi, essendo anche alta, ero la classica magra con la pancia. Orribile, no?

Rispettiamo i tempi di una donna che ha partorito da poco

 

Se mi seguite su Instagram sapete bene che sono una sostenitrice della #dietadellafelicità, un hashtag che ho coniato per tutte le neomamme come me che non ci stanno a mettersi a dieta subito dopo la gravidanza, soprattutto durante l’allattamento.
Pensate che durante le prime fasi dell’allattamento, alla mamma servono circa 500 Kcal al giorno in più per produrre il latte. Per cui se voi ascoltate il vostro corpo e seguite i suoi bisogni, dimagrirete senza fare sforzi.

 

Diffidate da chi vi contatta su Facebook per offrirvi sostituti del pasto, beveroni

…senza sapere chi siete,il vostro vissuto ma solo perché vuole vendere a tutti i costi, attratta dalla foto del vostro profilo che abbraccia un fagottino appena nato.

Come ho perso peso dopo aver partorito

Grazie all’allattamento con la mia prima bimba ho perso tutti i chili che mi erano rimasti dopo il parto; con Tiara, dopo nove mesi, me ne restano ancora due/tre ma non mi cruccio affatto. Mi sono data un anno di tempo.

L’allattamento, come ben sapete, è l’alleato numero uno per ritrovare la forma subito dopo aver dato alla luce i vostri bambini. Col parto, entrambe le volte, ho perso circa 8 kg, poi un altro paio nelle prime due settimane. Per cui, dopo, i chili da smaltire erano più o meno dieci.
La prima regola quando si parla di chili in eccesso dopo una gravidanza è quella di non avere fretta, né a tavola né per raggiungere il peso-forma.

perdere peso durante allattamento

Mai fare le foto ricordo a 9 mesi perchè si è davvero troppo “gonfie”. Qui ero incinta di 7 oppure 8 mesi, non ricordo

Cercate anche di essere realiste. E tenete conto che il fisico, con l’età e un pancione più grande di un cocomero, cambia e subisce un piccolo stress. Se, come me, odiate l’attività fisica, siate pronte ad accettare di avere un corpo meno tonico.
Amen, non si può avere tutto.

Non cerchiamo la perfezione, questo no. Però tutte vogliamo una cosa: stare bene con noi stesse. Questo sì.

Non tutte hanno la fortuna di perdere peso durante l’allattamento. Oltre alla fretta, un altro nemico da combattere è lo stress e quando si ha un figlio lo stress psicofisico è immenso. La vita cambia repentinamente e trovare un nuovo equilibrio non è sempre facile e immediato.
La mia amica Ale è una di quelle che non è riuscita a perdere peso dopo la gravidanza. Anzi, è persino ingrassata durante l’allattamento perché mangiava per stress.
Il fatto di aver avuto due figli uno dietro l’altro non l’ha certamente aiutata a ritrovare subito il peso-forma. E quando lo stress vince allora vale la pena rivolgersi a un dietologo che ci guidi verso la strada giusta.

Il supporto del dietologo

Quando non ce la si fa da soli e i chili da perdere sono parecchi (la mia amica Ale avrà almeno 15 kg di peso in eccesso), la soluzione migliore è quella di prendere un appuntamento con un dietologo esperto che possa seguirti dal punto di vista nutrizionale e psicologico. Ale, che non aveva idea da chi andare, ha trovato la sua dietologa di fiducia su iDoctors, un sito dove poter prenotare le visite mediche con diversi specialisti e dove si possono anche leggere le “recensioni” sui dottori grazie all’esperienza dei pazienti che ci hanno preceduto.

L’Ale quando era incinta della sua prima bimba. Dopo poco più di un anno era già incinta della seconda

La dottoressa che la segue sembra molto brava. Le ha preso tutte le misure, comprese quelle dei rotoli di grasso su schiena e addome, utilizzando una specie di pinza. Le ha detto che seguendo la dieta da 1300 kcal che le ha fornito potrà perdere, nel primo mese, fino a 4 kg.
Se anche voi vi ritrovate con qualche chilo di troppo da smaltire, sappiate che in occasione della giornata mondiale dell’Alimentazione (16 ottobre) su iDoctors potrete prenotare una visita scontata con i dietologi della vostra zona aderenti all’iniziativa. Tenete conto che – a discrezione dei medici – la promozione potrà durare anche nei giorni seguenti.
Il fatto di sentirsi accompagnate, sostenute in questo percorso, fa la differenza. Anche il fatto di doverci mettere la faccia, mese dopo mese, sapendo che dall’altro lato c’è una persona che si aspetta un risultato, ci sprona a fare bene.
E allora in bocca al lupo alla mia amica Ale!

 

BAMBINO CON LA FEBBRE: 13 COSE DA FARE E NON FARE ASSOLUTAMENTE IN PRESENZA DI FEBBRE

In questo post risponderemo con l’aiuto del pediatra ai seguenti dubbi (e molti altri):

Meglio la Tachipirina o il Nurofen? Quando non dare mai quest’ultimo? Quando somministrarli, dopo 38 e mezzo di febbre o prima? Quando chiamare subito il pediatra in caso di febbre? I rimedi della nonna sono validi? Quale è davvero pericoloso? Con che tipo di dolore correre subito in ospedale?

 

Tiara ha cominciato da poco l’asilo nido. Non è stata una scelta facile perché, si sa, asilo = primi malanni. E infatti proprio in questi giorni che stiamo facendo l’inserimento, ha già il nasino che cola.

Amen.

In giro si sente dire che sia meglio che si ammalino da piccoli, “perchè tanto prima o poi le devono fare”.  E in effetti, la varicella fatta a 4 anni è una cosa, a 25 anni è ben altra!

Meglio però evitare che si ammalino prima dell’anno di vita.
Questa è una fase molto delicata, perchè il neonato non può assumere alcuni farmaci utili a debellare alcune malattie. Ovviamente non sono io a dirlo ma gli esperti. Adesso vi spiego subito meglio!

L’altro giorno sono andata a un evento davvero interessante dove si parlava di febbre e di dolore nei più piccoli, un’occasione per presentare alle mamme blogger la Casa Pediatrica del Fatebenefratelli di Milano (con il patrocinio di Regione Lombardia), e il contributo non condizionato di Reckitt Benckiser.

Durante questo incontro è stato davvero illuminante l’intervento del dottor Jacopo Pagani, pediatra e spesso e volentieri in turno al pronto soccorso del Sant’Andrea di Roma. Insomma, proprio l’uomo che fa al caso nostro e che di febbre e dolore nei bambini se ne intende.

dottor pagani roma

Il dottor Pagani mentre risponde ai dubbi di noi mamme su febbre e dolore

Ecco 13 cose che dovete assolutamente sapere in caso di febbre nel bambino: cosa fare ma soprattutto cosa non fare, in base all’età e al peso del vostro piccolo.

  • La febbre non è il male assoluto. E’ vero, noi mamme abbiamo un attacco d’ansia appena vediamo alzarsi le lineette del termometro e dichiariamo subito guerra alla febbre. Ma la febbre non è la malattia da sconfiggere, è solo un sintomo. La temperatura corporea si alza per proteggere l’organismo dato che i germi vivono male in un ambiente troppo caldo. La febbre è dunque un alleato e non un nemico sul quale accanirsi a tutti i costi.
  • Segui la regola dei tre giorni.  I medici usano questa regola, normalmente, per poter fare una diagnosi certa dopo la comparsa della febbre perchè spesso la febbre annuncia una malattia che si manifesterà dopo. Pensiamo alle malattie esantematiche che cominciano con la febbre e poi compaiono a distanza di giorni sulla pelle del bambino. Quindi prima di intervenire con dei farmaci – sempre che non ci sia uno stato di particolare malessere nel bambino – è possibile aspettare questo lasso di tempo per capire quale cura sia la migliore. E’ anche vero che nel giro di tre giorni, normalmente, la febbre scompare del tutto. Consultatevi sempre con il vostro pediatra di fiducia in ogni caso tenendo conto che, convenzionalmente, si riconosce uno stato febbrile dai  37 gradi e mezzo in poi.
  • Il punto più sicuro e corretto dove misurare la febbre è sempre e solo sotto l’ascella. No a misurazioni rettali, orali e nell’orecchio (quest’ultima tecnica va bene solo in ospedale dove ci sono termometri realmente sensibili che costano centinaia di euro e non come qulli che abbiamo a casa). Dentro l’organismo la temperatura è sempre più alta. per questo questi metodi sono meno precisi, troppo variabili. Anche con i neonati la misurazione ascellare della febbre è sempre la scelta migliore. “Certo non è facile, lo sappiamo, ma esiste sempre la tecnica del placcaggio – ha scherzato il pediatra – E se si sta cercando di misurare la febbre a un bambino che nel frattempo sta cercando di distruggere casa, corre avanti e indietro, probabilmente non c’è nemmeno bisogno di misurargliela”.

febbre a 38,5 tachipirina

  • Il bambino con la febbre può uscire di casa se la febbre è di quelle che non lo abbattono a letto e fuori la temperatura è calda. Se ci troviamo in montagna oppure fuori è inverno, allora è meglio evitare.

Se trovi interessante questo post, non dimenticare di lasciarmi un like nei pulsanti dei social che trovi qui nella pagina GRAZIE 🙂

  • I farmaci vanno somministrati al bisogno. Normalmente ci viene detto di dare la tachipirina una volta che la febbre supera i 38 e mezzo. La regola da seguire però è un’altra: osservare i vostri figli e capire il loro stato di malessere. Un bambino con 39 di febbre ma vispo e ancora vivace che guarda serenamente i cartoni non ha bisogno di assumere un farmaco; al contrario un bimbo con 38 può mostrarsi abbattuto, apatico e aver bisogno di un antiepiretico. Per dire…anche la febbre a 37 e mezzo in un bimbo che dorme tutto il giorno può essere pericolosa ed essere l’anticamera della meningite. Riassumendo: guardiamo come stanno i nostri bimbi e usiamo il buon senso. Se la febbre torna, dopo il farmaco, continuiamo a osservarli, a vedere come stanno e decidere di conseguenza se somministrare di nuovo la tachipirina o l’ibuprofene aspettando le ore necessarie tra una somministrazione e l’altra (!!!) così come trascritto nel foglietto illustrativo.
  • La differenza tra la tachipirina e l’ibuprofene (tipo il Nurofen, sicuramente il più conosciuto) è che quest’ultimo è anche un antiinfiammatorio e dunque combatte meglio il dolore. Se la febbre è conseguenza di un’otite, per esempio, è il caso di dare il secondo.  La tachiprina si può prendere anche a stomaco vuoto, l’ibuprofene va preso a stomaco pieno…che non vuol dire aver mangiato una cotoletta! Possono bastare anche 50 ml di yogurt. Per essere un FANS (ovvero uno di quei farmaci antiinfiammatori non steroidei – non cortisonici) non è gastrolesivo tant’è che l’AIFA, l’Agenzia italiana del Farmaco ne ha permesso la commercializzazioni anche tra i minori. La cosa importante è non dare mai l’ibuprofene in caso di varicella e sotto i 5,6 kg di peso. Mai!
  • Lo sciroppo e le gocce sono da preferire alle supposte perchè permettono di dare il dosaggio perfetto in base al peso. La supposta, invece, ha l’indubbio vantaggio di poter essere somministrata in caso di vomito ma se l’ampolla rettale è piena di feci, il rilascio del farmaco avverrà più lentamente.
  • Ci sono due casi in cui è necessario chiamare il medico immediatamente: se il neonato ha meno di 30 giorni (anche se bassa!) e se supera i 38 gradi fino a tre mesi. Oltre ai casi elencati nell’infografica qui sotto.
    febbre quando chiamare il dottore
  • I vecchi rimedi della nonna non vanno assolutamente bene perchè ingannano noi e l’organismo del piccolo. La febbre scende di mezzo grado per breve tempo per via di uno shock termico che facciamo subire al bambino. E’ un’illusione. E’ come fare la sauna e poi correre tra le nevi…ovvio che la temperatura scende ma, in breve tempo, è destinata a risalire. Le spugnature con l’alcol non sono solo da evitare ma sono proprio pericolose. In letteratura scientifica sono riportati diversi casi di bambini che sono finiti in coma etilico proprio perchè l’organismo dei più piccoli non è in grado di metabolizzare l’alcol e viene assorbito a livello epatico.

spugnature alcol contro la febbre

  • Il bambino con la febbre va coperto solo in un determinato momento. Una delle ragioni per cui i bambini hanno spesso la febbre alta è perchè vengono coperti troppo dai genitori. Quelli più piccoli poi fanno fatica a disperdere il calore perchè il loro organismo non è ancora perfezionato in tal senso e utilizza solo le aree periferiche come la testa, manine e piedini.  Il bambino va coperto solo nel momento in cui avverte i brividi di freddo, lo strumento che il nostro corpo utilizza per far salire la temperatura (il sudore, invece, per abbassarla). In quel frangente si può utilizzare una copertina, ma poi quando la febbre si è stabilizzata è importante non coprire troppo il bambino. Sempre in relazione alla stagione: se è estate, scoperto, se invece è inverno basta una copertina.
  • Il dolore andrebbe trattato più della febbre. Invece al dottor Pagani, in pronto soccorso, capita spesso di vedere bambini che arrivano molto doloranti perchè i genitori hanno paura che trattando il dolore, vada via anche per magia la patologia. “Invece, se un orecchio è infiammato, io continuo a vederlo – ha spiegato l’esperto – Solo che lo vedo meglio perchè il bambino non si dimena e non prova dolore. Mentre la febbre resta il male assoluto su cui intervenire subito, spesso il dolore viene trattato con più ritardo, facendo soffrire inutilmente il bambino”.

febbre neonato tachipirina

  • Il dolore è un campanello da allarme da non sottovalutare mai. Soprattutto il mal di testa e il mal di pancia. Ovvio non un banale mal di pancia che va e viene, del tipo crampi che può essere legato a dell’aria nella pancia oppure a una cattiva digestione bensì un dolore fisso che cresce nel tempo, un dolore che sveglia il bimbo nella notte mentre sta dormendo. Questo dolore infatti può essere il campanello di allarme di un’appendicite.
  • Le convulsioni febbrili e il fatidico numero 5. Di per sè, non sono pericolose ma bisogna fare attenzione quando termina la convulsione. Il numero di bambini che ne soffre è molto basso e le convulsioni non hanno conseguenze e nemmeno significano che il bambino sia  destinato a essere epilettico.   Quando bisogna preoccuparsi? Quando la convulsione dura più di 5 minuti e quando si presenta dopo i 5 anni. In questi casi – e anche dinanzi al primo episodio – è necessario andare al pronto soccorso. Quando compare la convulsione è importante controllare la durata della stessa perchè sarà la prima cosa che vi chiederà il medico. Durante la convulsione non fate nulla: non bloccate il bambino, non mettetegli le mani in bocca, non tirategli fuori la lingua. Finite le convulsioni, c’è la fase di rilassamento durante la quale è importante mettere il piccolo sul fianco, in posizione di sicurezza, poichè è in questa che la lingua potrebbe ostruire le vie aeree.

Se volete approfondire il discorso sulla febbre trovate tutte le linee guida nel sito della società italiana di pediatria (SIP) a questo link.