Tutti gli articoli di Ilaria Cuzzolin

DOVE ANDARE IN SARDEGNA COI BAMBINI OLTRE ALLA COSTA SMERALDA

Ho girato tanti paesi del mondo ma un mare bello come quello della Sardegna ancora non l’ho visto. Ecco le Maldive a onor del vero superano la bellezza delle acque sarde, ma lì oltre al mare non c’è nulla. Non è solo una questione di acqua azzurra chiarissima, sabbia bianca e acqua pulita. La Sardegna è anche ottimo cibo – che buono il pecorino! – una popolazione simpatica e accogliente, luoghi ancora incontaminati e poco battuti dal turismo di massa. A patto di sapere dove andare.

sardegna con figli

Cominciamo col dire che la maniera più comoda ed economica per raggiungere la Sardegna, secondo me è il traghetto. Se è vero che l’aereo è più veloce, in Sardegna è poi indispensabile poter contare su un mezzo proprio con il quale muoversi. E affittare un’auto in loco diventa poi una spesa extra molto salata.

La cosa più semplice è raggiungere le città di Genova, Livorno, Civitavecchia con la propria auto e da lì imbarcarsi con il traghetto veloce.

Se si decide per l’opzione più lunga – come da Genova – la cosa ideale è imbarcarsi la sera e risvegliarsi la mattina presto in Sardegna dopo la traversata notturna. Si approda a Cagliari od Oristano e da lì poi ci si muove con la propria macchina. Ovviamente per risparmiare vale la regola che prima si prenota, meglio è! In tal senso vi consiglio di utilizzare questi siti che mettono a confronto i prezzi; come Trivago fa per gli hotel, esiste anche una variante per le navi. Prima di recarvi in qualche agenzia fisica, cercate online informazioni sul prezzo del biglietto per la Sardegna tramite un comparatore di traghetti, per essere sicuri di aggiudicarvi il prezzo migliore sul mercato. Non ci sono solo Tirrenia e Moby che vanno in Sardegna, oggi come oggi (e per fortuna…la concorrenza fa sempre bene a noi mamme che amiamo risparmiare).
Noi italiani che abbiamo la fortuna di poter raggiungere la Sardegna in pochissimo tempo con l’aereo o con il traghetto, dovremmo ricordarcene più spesso anziché andare alla ricerca di mete lontane ed esotiche. L’ultima cosa che ho voglia di fare con dei bambini piccoli è spararmi 12 ore di volo per stare 6 giorni al mare, magari con un fuso orario di 7 ore. Roba che torni più stanco di prima.

Della Sardegna conosco bene la Costa Smeralda, dove bazzicavo da ragazza e non certo per il bel mare… ma adesso che sono diventata mamma e che le mie finanze sono più  ridotte (ebbene sì invecchiando sono diventata più povera, il paradosso!),  cerco una Sardegna più economica e soprattutto meno affollata dove non serva stare in coda un’ora per un gelato.

Qualcuno che conosca bene la regione Sardegna e sappia consigliarmi un paio di mete dove trascorrere le mie vacanze con i bambini?

Vorrei che il mare fosse bello come quello delle cartoline e non subito profondo, dove ci sia la sabbia per far giocare le mie piccole con paletta e secchiello e non solo calette rocciose raggiungibili in barca. Una specie di Milano Marittima ma in versione sarda.

sardegna per bambini

Un luogo dove ci sia qualche negozietto, un po’ di passeggio serale per smaltire la cena. Insomma dove ci sia anche po’ di movimento ma non troppo. Sapete aiutarmi?

HAI UN GIARDINO DA AFFITTARE? NE CERCHI UNO PER UNA FESTA? ECCO DOVE TROVARLO

Un sito come Airbnb ma specializzato in spazi verdi, che fa incontrare domanda e offerta: Affittogiardino.it. A breve mi trasferirò in una nuova casa con giardino e conto di affittarlo a chi volesse organizzare una festa di compleanno per bambini

Tra poco  cambierò casa, una casa che già conosco perché c’ho vissuto con mia madre fino a 32 anni, poco prima di sposarmi; mamma andrà in una nuovo appartamento, più piccolo.

E’ una casa speciale quella dove ci trasferiremo perché è più centrale, vicino ai Navigli, e ha una caratteristica più unica che rara qui in centro a Milano: un giardino privato. Chi non vive nella mia città non può capire la fortuna di avere a disposizione, tra tanto cemento, un piccolo pezzo di verde.

festa in giardino bambini

Eccomi da piccola con un badile piu’ grande di me

Io sono cresciuta a Milano ma mia nonna viveva in campagna e così spesso avevo la possibilità di stare nel verde, zappare l’orto, innaffiare le piante. Per i bambini, il contatto con la natura, è vitale.

La nuova casa sarà più bella e più grande, ma con spese condominiali più elevate. Le nostre entrate invece resteranno le stesse.

Affittare il giardino di casa per arrotondare

L’altra giorno mi è arrivata una mail, tra le tante che ricevo, che mi ha acceso una lampadina.

Nella mail mi presentavano un nuovo servizio che consente  di mettere a disposizione il proprio giardino  per feste o eventi privati. Avete presente il sito Airbnb che fa incontrare domanda e offerta per quanto riguarda l’affitto di spazi abitativi, camere e appartamenti? Ecco, la stessa cosa fa il sito Affittogiardino.it.

affittogiardino.it

Qui potete caricare le immagini del vostro giardino, descriverne le caratteristiche principali e affittarlo al prezzo che volete, a chi ne farà richiesta. I prezzi sono a persona e non a corpo.

A me piacerebbe affittarlo per le feste di compleanno dei bambini, dato che c’è sempre tanta richiesta per questo tipo di eventi. Da giugno in poi, gli oratori e le ludoteche sono off limits per via dei campi estivi e si fa ancora più fatica a trovare il posto giusto (ne so qualcosa dato che mia figlia è nata il 25 giugno e lo scorso anno abbiamo festeggiato al Mc Donald’s, uno dei pochi spazi disponibili in zona!).

cerco giardino in affitto milano

Un giardino così in centro a Milano è una vera fortuna!

affittare il giardino per feste

Abbiamo anche un patio! Non appena ci trasferiremo, daremo una bella “ammodernata”

L’anno prossimo la mia Flor comincerà le elementari e avrà nuovi compagni di scuola e sarà un piacere ospitarli finalmente a casa. Prima però dovrò fare delle migliorie in giardino  perché ora è abbastanza lasciato a se stesso…

Mi piacerebbe, nella parte centrale, mettere dell’erba sintetica per renderlo più ordinato e sfruttabile. Sul sito di Leroy Merlin ho trovato un bel prato sintetico e speriamo di riuscire a distenderla da soli, così come dicono nel sito (lo fanno sembrare così facile, avete mai provato? Avete dei consigli?).

Come funziona il bonus verde per il giardino?

Peraltro, non so se lo sapete, ma proprio da quest’anno tra i tanti incentivi statali è stato introdotto anche quello relativo ai giardini, il cosiddetto bonus verde che permette detrazioni fisali È una detrazione Irpef del 36% sulle spese sostenute nel 2018 per i seguenti interventi:

  • sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi
  • realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.

La detrazione massima è di 1.800 euro per immobile (36% di 5.000). A questo link potete trovare tutte le info sul bonus verde: http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/nsilib/nsi/aree+tematiche/casa/agevolazioni/bonus+verde

Quello di casa nostra è un giardino dal sapore antico per cui più di tanto non voglio stravolgerlo. Anche perché trovarmi davanti un pezzo di prato sintetico e nemmeno una pianta mi priverebbe del gusto di affacciarmi alla finestra, guardare fuori, e avere l’impressione di trovarmi  in un’oasi verde e non bel mezzo del caos cittadino.

sito per dare in affitto il giardino

La mia Flor mentre annaffia il giardino, proprio come facevo io tanti tanti anni fa…

 

BIMBY: LE TRE FACCE DEL RISPARMIO

Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando il Bimby, nel lontano 1971, ha messo piede sul mercato (prima francese, poi spagnolo ed italiano) con il soprannome di “mixer zuppa”.

Il suo inventore, lo svizzero Hans-Joerag Gerber, ebbe l’idea geniale di unire le capacità di un frullatore a quelle di un elettrodomestico in grado di cuocere i cibi, cambiando per sempre il futuro delle casalinghe e della proposta in materia di robot da cucina.

bimby indecisaI modelli moderni di Bimby sono particolarmente versatili: frullano come poche altre macchine del settore, impastano, montano, sono capaci di preparare pasta, riso, impasti della pizza e persino di collegarsi ad Internet, attraverso la Cook-Key, un modulo wi-fi, disponibile dal 2016, che permette all’elettrodomestico di collegarsi in rete, con la piattaforma Cookidoo, per accedere a ricette, preparazioni guidate e diversi servizi, tra cui, ad esempio, il “menù settimanale”, che permette di impostare i piatti da programmare nei vari giorni, o la funzione “svuota frigo” che consente di trovare ricette da preparare con specifici ingredienti.

Proprio per tutte queste caratteristiche, comprare un Bimby diventa, per molte famiglie, un vero e proprio investimento, non solo economico ma anche, in ritorno, sulla propria vita.

In effetti, nel lungo periodo, ci si rende addirittura conto del fatto che la presenza di questo elettrodomestico in casa comporta dei veri e propri risparmi, a tanti livelli.

Più tempo per le cose che ami

Possedere un Bimby significa, sicuramente, avere un fedele alleato in grado di far risparmiare parecchio tempo e molto stress. Certo, la pasta, il riso e gli ingredienti vari si cuociono sempre nello stesso range di tempo, non è questo il “miracolo”. Ma, svolgendo tutto per conto suo, senza che si debbano sporcare pentole, mestoli, posate e quant’altro, consente un po’ di libertà in più: non dovendo lavare cumuli di stoviglie e non dovendo stare lì a controllare e girare durante le varie preparazioni, si finisce automaticamente per avere più tempo a disposizione da dedicare a sé stesse o agli altri, smaltendo un po’ di quello stress che, inevitabilmente, si accumula durante la routine quotidiana.

Più facilità per la realizzazione di ricette sempre diverse

Bimby fa risparmiare

Tra famiglia, lavoro, impegni, imprevisti e faccende da sbrigare, una donna moderna ha veramente poco tempo non solo da dedicare a se stessa, ma anche alla cucina. Imparare (e soprattutto sperimentare) nuove ricette porta via tempo, implica una miriade di tentativi falliti, di cibi buttati nella pattumiera e ore passate a leggere, informarsi, fare e disfare.

 

Con il Bimby, però, tutto questo diventa soltanto un brutto ricordo: la possibilità di accedere a migliaia di ricette diverse, di poter creare qualcosa di buono utilizzando quello che si ha a disposizione, di cucinare senza troppi sforzi e troppa fatica, porta le mamme di oggi ad essere libere di provare nuovi piatti, sfiziosi o pienamente salutari, da condividere con la famiglia. In fondo, si sa, una dieta variegata è il primo tassello importante per costruire una salute di ferro!

Più indipendenza da altri strumenti, grazie alla sua longevità

 

Comprare un Bimby, è vero, può comportare una spesa iniziale che non tutti si sentono in grado di fronteggiare, ma il risparmio economico, nel lungo tempo, è più che reale. L’usura di pentole, padelle ed utensili diminuisce, si sprecano meno detersivi, anche potenti e corrosivi, per la loro pulizia (con un guadagno in positivo anche per l’ambiente), e si può fare affidamento, per un tempo virtualmente illimitato, sempre sullo stesso elettrodomestico. In effetti, il Bimby può essere continuamente rimesso a nuovo e, come si dice, “ricondizionato”, attraverso pezzi di ricambio in grado di ripristinare alcune sue parti usurate nel tempo o danneggiate. Tra queste, quelle da controllare più spesso sono sicuramente le guarnizioni ed il gruppo coltelli, incaricati, rispettivamente, di creare isolamento da e verso solidi e liquidi e di sminuzzare, impastare, tritare.

Ovviamente, in questo frangente, è importantissimo sapersi muovere ed acquistare gli strumenti giusti: è possibile, tra l’altro, rivolgersi ad e-commerce specializzati, in grado di offrire anche una copertura tramite garanzia e l’assistenza di personale pronto a rispondere a qualunque domanda. La comodità dell’interazione con un negozio online è quella di ricevere tutto direttamente a casa, senza dover cercare la soluzione migliore, contattando o visitando i vari rivenditori di ricambi che non sempre trattano ogni tipo di marchio

CARTA DA PARATI PER LA CAMERETTA, COME SCEGLIERLA SENZA PENTIRSI

La carta da parati sta tornando tantissimo di moda: pratica, bella da vedere ed economica. La carta da parati fa parte dell’arredamento, in grado di rendere unica una stanza prima anonima. L’ideale, dunque, per decorare le camerette dei nostri figli

Come sapete a breve ci trasferiremo nella casa nuova. Anche se sono felice di questo cambiamento – anche perché tornerò nell’appartamento dove sono cresciuta – cambiare casa rappresenta sempre un piccolo trauma.
Tra le tante cose che mi dispiacerà lasciare della vecchia casa è la cameretta della mia bambina a tema principesse Disney. E’ una stanza che abbiamo realizzato noi, mentre ero in attesa della mia prima figlia. Dentro quella stanza echeggiano ancora i nostri discorsi, le nostre emozioni di futuri genitori.

stanza-bebè-fai-da-te

Decorare la cameretta di un figlio prima che nasca è il primo passo per sentirlo più vicino. Un po’ come quando si acquista il primo body all’ottavo mese e si prova a immaginarlo lì dentro.

Per decorare la stanza della nostra bimba abbiamo dipinto le pareti di rosa confetto, comperato degli sticker di Cenerentola – Frozen ancora non esisteva per fortuna, altrimenti ora avremmo una cameretta monotematica di Elsa e Anna – e incollato da soli la carta da parati o meglio una greca con tutte le principesse Disney (Tiana de “La Principessa e il ranocchio” compresa, da cui ha avuto origine il nome della mia seconda figlia: Tiara).

Come scegliere la carta da parati per una stanza per bambini senza che stanchi

cameretta principesse disneyLo ammetto: tornassi indietro non sceglierei più le principesse Disney. Non perché abbiano stancato la mia bambina. Non oggi, ma forse un domani sì.
E dato che la carta da parati dura un sacco di anni, ora nella nuova casa, preferirei orientarmi verso qualcosa di più neutro, che possa andare bene anche quando le mie bambine diventeranno delle giovani ragazze: qualcosa di semplice, adatto a delle ragazze, ma al tempo stesso elegante.

Consigli per scegliere la carta da parati: prezzi e opzioni

Ci sono diversi siti che vendono carta da parati per le camerette. Vi consiglio di non andare troppo al risparmio perché la carta da parati, perchè duri, deve essere di buona qualità.

C’è stampa e stampa, spessore e spessore e soprattutto colla e colla. Il prezzo può variare se nella carta da parati è presente del tessuto, delle decorazioni brillanti, magari in bassorilievo. Insomma ci sono diverse opzioni da tenere in considerazione. La carta da parati viene venduta a rotoli. Tra i tanti siti che sto studiando in vista del trasloco vi segnalo Cartadaparatideglianni70 per l’originalità e la varietà di fantasie. Io poi adoro gli anni ’70. Se ne trovate altrettanto belli fatemi sapere.

Carta da parati: ok al fai da te ma serve manualità

Applicare da soli la carta da parati non è un’impresa impossibile ma sappiate che dovrete essere almeno in tre: uno sulla scala che “punta” il foglio dall’alto, l’altro che la tende e la spazzola verso il basso per farla aderire bene e un terzo che da lontano conferma che i disegni combacino e siano applicati correttamente.
Non c’è nulla di peggio che vedere un disegno tutto storto o la carta mal aderente alla parete, piena di grinze e bolle d’aria.
Ecco magari delle mani esperte, questo lavoro, riescono a compierlo da sole ma se pensate al fai da te, non sentitevi mai arrivati. Anzi, anche se sarete in tre, una livella per verificare la regolarità dei vari piani è sempre una buona idea.

Consigli su come scegliere la carta da parati per una stanza da bambini

carta da parati bambina

  • No a colori troppo accesi ma preferite i toni neutri. I colori brillanti sono bellissimi e fanno subito allegria ma vi assicuro che dopo un po’ di tempo non ne potrete più. Da usare solo in stanze baciate dal sole, altrimenti renderanno gli ambienti ancora più bui. Ve lo dice una che dipinto la camera da letto di rosso e che poi ha dovuto sommamente tornare sui propri passi. Il bianco vince sempre!

carta da parati geometrica

  • Le forme geometriche ingannano l’occhio. Per cui sono perfette per coprire imperfezioni, macchie, dislivelli ecc. ma rimpiccioliscono gli spazi. Per cui se la stanza è già piccolina evitate di utilizzare forme geometriche piatte. Una soluzione invece potrebbe essere un paesaggio in prospettiva, in puro stile trompe l’oeil.

carta da parati come sceglierla

  • Non scegliete solo perchè va di moda. A cosa mi riferisco? Avete presente unicorni e fenicotteri che impazzano ormai dalle tazze mug ai tappetini del bagno? Ecco sceglieteli solo se veramente li amate alla follia, perchè tra 10 anni potrebbe non essere più così.

carta da parati libreria

  • Se amate un disegno particolare, dalle grandi forme o particolarmente ricco di dettagli, considerate l’ipotesi di decorare solo una parte della stanza: che so una colonna o solo una parete, così che la carta da parati diventi un vero e proprio pezzo di arredamento come nel caso di questa libreria nella foto sopra.

carta da parati errori comuni

  • Una carta da parati incasinata rende anche l’ambiente circostante più disordinato. Per cui se siete amanti estremi dell’ordine meglio andare sul classico, come una carta da parati a righe o pois dai colori tenui (che è quella che sceglierò poi io, come quella qui sotto proprio perchè perfetta anche per quando le bimbe saranno più grandicelle).

carta da parati a pois

  • E infine, ricordatevi che quella cameretta che avrete realizzato con tanto amore per i primi due anni praticamente non verrà mai utilizzata, dato che la maggioranza dei genitori preferisce tenere il bambino nel lettino in camera con sé per ovvie ragioni. Ma come dice il detto: chi ha tempo, non aspetti tempo!

SEI INCINTA, HAI UN FIGLIO? COMPERA ONLINE, ECCO QUANTO RISPARMI

Bonus bebè, bonus asilo nido, reddito di maternità, voucher baby sitter, social card. Sono diversi gli aiuti disponibili per le famiglie italiane eppure le nascite continuano a calare. L’e-commerce resta un valido alleato per risparmiare anche per chi non ha accesso ai sussidi 

Secondo l’ISTAT, in otto anni in Italia sono nati 100mila bebè in meno. Un dato allarmante, che pone il nostro Paese come fanalino di coda nel panorama europeo per indice di natalità. L’Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha, infatti, stimato che la spesa media per mantenere un bebè per il primo anno di età va da un minimo di 7100 € ad un massimo di 15200 €. Se mi seguite sapete che personalmente questi dati non mi trovano d’accordo e  già 7100 euro mi sembrano una cifra enorme.

figlio risparmiare

Perché? Perché oggi si sta molto più attenti. Nessuno compera tutto nuovo, senza guardare le promozioni, e soprattutto acquista solo nei negozi fisici, dove tutto costa molto di più.

I neogenitori oggi più attenti al risparmio

La conferma arriva anche da questi dati: in Italia, nel 2017, l’interesse nei confronti della categoria Bambini & Neonati è cresciuto del 30,0% rispetto al 2016 e anche il trend per il 2018 è positivo, con un ulteriore +22,6% rispetto all’anno appena trascorso.

Per quanto riguarda i beni di prima necessità, il risparmio medio utilizzando il canale e-commerce, si attesta attorno al 10%. Io stessa vi ho spiegato in questo post come risparmiare tantissimo sui pannolini.

Guardate questa infografica che dà un’idea di massima su quanto sia possibile risparmiare acquistano online rispetto alle vetrine su strada.

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Questi dati sono stati ottenuti grazie a una ricerca svolta dal sito Idealo che ha analizzato il numero delle intenzioni di acquisto relative alla macro-categoria “Neonati & Bambini” registrate sul portale italiano dal Febbraio 2017 al Febbraio 2018. Come vedete seggiolini e passeggini sono i prodotti su cui si risparmia di più.

Body e pigiamini, il risparmio più importante

Infine, acquistando online articoli per bambini legati all’abbigliamento il risparmio medio si attesta intorno al 19,7% con al primo posto l’intimo per bebè, che garantisce un risparmio del 40,9% pari a circa 4,53 euro.

Ovviamente, vi ripeto per l’ennesima volta che prima di acquistare online, per massimizzare il risparmio, è opportuno fare un salto su un comparatore prezzi perché la differenza di prezzo tra un sito e l’altro può essere davvero considerevole. Lo stesso Amazon, a volte, ha prezzi ben più alti di altri negozi online!

 

GRAVIDANZA, PERCHE’ FARE IL TEST DELL’HIV NEL PRIMO TRIMESTRE NON BASTA

Fare il test dell’HIV appena si scopre di essere in dolce attesa è troppo tardi. Il test andrebbe fatto prima ma anche nel corso del terzo trimestre perchè il virus potrebbe trovarsi nel cosiddetto periodo finestra. Oggi fare il test è semplice e immediato

 

Quando si rimane incinta, alla prima visita ginecologica, vengono prescritti gli esami del sangue. Tra gli altri si controllano il ferro, gli anticorpi della toxoplasmosi, della rosolia e anche dell’HIV naturalmente. Viene poi prescritta l’assunzione di acido folico per abbassare drasticamente le possibilità che il feto sviluppi la spina bifida. Peccato che cominciare a prendere l’acido folico quando la gravidanza è  ormai cominciata da almeno un mese e mezzo – se non due – abbia effetti davvero irrisori. La verità è che bisognerebbe cominciare un paio di mesi prima di restare incinta, se non tre. Lo dicono i medici.

ginecologo gratisLa stessa cosa vale per gli esami del sangue.  Ma in un mondo ideale l’emocromo andrebbe fatto quando si decide di cercare un bambino.

Scoprire di essere sieropositive quando i giochi sono fatti è stupido perché, oggi, i farmaci permettono di tenere sotto controllo il virus ma anche di fare il massimo perchè il virus si trasmetta al feto.

Eppure l’accesso al test dell’HIV è di una semplicità disarmante oggi giorno. Esistono persino dei test fai da te dove non serve nemmeno uscire di casa e si ottiene una risposta praticamente immediata, così come accade con un test di di gravidanza.

Anche quando ci fidiamo dei nostri partner è d’obbligo sottoporsi al test perchè anche un solo rapporto non protetto può essere fatale, un rapporto quando magari ancora non conoscevamo il nostro attuale compagno.

Il punto è che una persona su dieci è sieropositiva e non lo sa.

Rispetto a quando ero ragazza io, si parla molto meno di HIV e AIDS – che sono due cose diverse, perché il primo è il virus, la seconda è la malattia che si manifesta con febbre, linfonodi ingrossati, indebolendo il nostro sistema immunitario in maniera progressiva. Lo si fa solo il primo dicembre in occasione della giornata mondiale dell’AIDS, per il resto dei giorni tutto tace.

gravidanza e hivNon è un caso che siano proprio i giovani a contrarre la malattia , con un età compresa tra i 25 e i 29 anni. Pensate però che l’età media della diagnosi è di 37,5 anni.

Cosa significa? Che per quasi 10 anni, in giro, ci sono delle “mine vaganti” ovvero persone che non sanno di essere sieropositive proprio perché l’HIV può rimanere asintomatico per tantissimi anni.

Gli ultimi dati disponibili dell’Istituto Superiore di Sanità risalgono al 2016 e parlano di 3451 nuovi casi di HIV, vale a dire quasi 10 persone al giorno. E, come dicevo, sono quasi tutti giovani. Il 50% delle persone a cui stata diagnosticato l’HIV non sapeva di aver contratto il virus.

Tuttavia è bene ricordare che oggi, anche con il virus – che resta incurabile –  si può condurre una vita normale a tutti gli effetti.

Gravidanza e HIV

Ovviamente si può diventare anche mamme  ma è fondamentale, prima di cercare di rimanere incinta, conoscere la propria condizione di salute per evitare di trasmettere poi il virus al proprio bambino.

Ricorderete sicuramente Valentino, quel criminale che infettò volontariamente decine di donne ignare, che si erano fidate e avevano avuto rapporti non protetti. Tra queste c’era anche una donna che anni dopo divenne mamma e che scoprì di essere sieropositiva proprio in occasione della gravidanza, infezione che poi passò al proprio bambino.

Purtroppo i casi di passaggio dell’HIV tra madre e figlio sono in aumento in Italia. Sembra incredibile ma è così.

E’ importante sottolineare che il test dell’HIV andrebbe fatto anche nel terzo trimestre di gravidanza perché ci si potrebbe trovare nel cosiddetto “periodo finestra” ovvero quando il virus è stato sì contratto ma l’organismo non ha ancora sviluppato anticorpi specifici.

insonnia in gravidanza