ospedale mangiagalli

I MIEI TRE GIORNI DA INCUBO IN MANGIAGALLI (PARTO A PARTE)

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Questo è il primo post che scrivo sul blog da quando sono diventata mamma per la seconda volta. 

Entrambe le volte ho partorito in Mangiaglli: due parti molto diversi e due “soggiorni” brevi (per fortuna!) altrettanto differenti…

Avrei potuto parlare di tante cose – e sicuramente lo farò! – ma vorrei raccontarvi la mia esperienza surreale con la mia compagna di stanza, di cui ignoro il nome poichè in tre giorni  passati assieme non ci siamo chieste nemmeno “Come ti chiami?”.

Premetto che è un post da leggere con ironia in primis perché non si tratta di nulla di grave, sperando di farvi sorridere e che sappiate andare oltre.
I rapporti sono sempre stati cordiali con questa ragazza eh…a parte qualche mio comprensibile sbuffo quando a mezzanotte meno venti arrivava la 18esima chiamata della madre o del marito.

Ora, anche io ho un bel rapporto con mia mamma, pure piuttosto intenso dato che lei è sola e io sono la sua unica figlia…ma da qui a sentirci 20 volte al giorno, ce ne passa! E poi la buona educazione dovrebbe suggerire facilmente che in un ospedale – dove si condivide la stanza con una sconosciuta – sarebbe meglio non ospedale mangiagallieccedere con l’uso del telefono cellulare, soprattutto dopo una certa ora.

Macchè!

Io, in tutto questo,da idiota continuavo a spostare delicatamente le cose sul comodino per non dare fatidio e lei invece le lanciava con un gran fracasso…

Negli ospedali dove nascono i bambini – si sa – si dorme poco. Se poi ti ritrovi una compagna di stanza come la mia, rasenti le zero ore. Si dorme poco perché gli eventuali punti fanno male, perché i morsi uterini non ti lasciano tregua, perché i bambini si svegliano e piangono, perché le ostetriche ti chiamano a mezzanotte per il peso, il controllo della bilirubina, per vedere come attacchi il bambino al seno (e secondo me chiamano di notte a posta proprio per evitare che tu dorma, “dimenticandoti” di attaccare il bimbo, aspetto che può compromettere l’allattamento e la produzione di latte).

E poi come dicevo si dorme poco, se come a me va di sfiga e hai una compagna di letto che non solo parla al cellulare a qualsiasi ora, ma lo fa anche con un tono di voce che al pescivendolo del mercato di viale Papiniano (il più grande mercato di Milano) gli fa na pippa…

Io non posso credere che non se ne rendesse conto…eppure credo proprio fosse così!

Io e i miei pochi famigliari sembravano in chiesa, durante il rosario, quando ci scambiavamo qualche battuta; questo per non disturbare lei e soprattutto i bambini che dormivano. Comunque non siamo mai stati più di tre persone.

Forse sono esagerata io? Probabilmente sono stata esagerata nel non dirle niente. Così mio marito. Siamo troppo educati, anche davanti a persone così arroganti.
Non vi dico poi quando è arrivato l’orario di visita dei parenti. In Mangiagalli i parenti, adesso, possono stare da mezzogiorno alle 20. I papà dalle 8 del mattino alle 20 di sera. Quattro anni fa, con la mia prima bimba le regole erano diverse (altra cosa che è cambiata, per esempio, è che per promuovere il contatto pelle a pelle con la madre non lavano più i bimbi ma te li lasciano pieni di vernice caseosa).

Ma torniamo alle visite dei parenti.

Partiamo dal giorno zero, quando non erano passate nemmeno 12 ore dal mio parto, quando praticamente inzuppi un pannolino all’ora e fai fatica ad alzarti dal letto e la camicia da notte, magari, è striata di sangue perché non hai ancora avuto la forza di cambirati subito.

A tre giorni dalle festività natalizie in cui c’era tutto il tempo di andarla a trovare a casa, sono venuti i genitori di lei, di lui, gli zii, i cugini e pure qualche amico. C’è stato un momento in cui saranno stati una ventina, quando in camera in bella vista campeggia questo cartello.

mangiagalli orari di visita

Io ho partorito alla Mangiagalli nella zona non a pagamento (in Santa Caterina, l’ala solventi, invece il silenzio surreale; in compenso ci sono certe corone di fiori in corridoio che pare di essere più a un funerale che altro! A me quell’odore intenso di fiori ricorda tanto un cimitero a essere onesta…).

Diciamo che sono incappata nella tipica famiglia del sud in puro stile Cinepanettone (o meglio mi hanno ricordato tanto la trasmissione Il boss delle Cerimoniere): di quelli venuti al nord, con figli cresciuti al nord, ma i cui genitori parlano ancora in dialetto…questi erano campani per l’esattezza, tant’è che mi davano del voi.

È lo dico da figlia del sud con la maglia a migliore amica di Piana dì Sorrento. Ma stiamo parlando di stereotipi qui, esattamente come ce ne sono su quelli del nord (avete presente il film “Benvenuti al nord”? Ecco mi ha fatto tanto ridere personalmente)

Ripeto buona gente, però che incubo ragazzi!
E lo dico senza spocchia, da figlia di una donna nata a Torre Annunziata, in provincia di Napoli. Ammiro il “calore” di chi arriva dal Meridione, consapevole del fatto che noi nordici siamo più freddi e riservati; il che però può essere un difetto come, in taluni casi, un pregio! In questi tre giorni sicuramente rappresentava un pregio a mio modo di vedere…

Questi sono arrivati carichi di buste di arance, mandarini, dolci come se la ragazza in questione dovesse stare mesi in ospedale e non un paio di giorni. La madre di lei, a un certo punto -appena arrivata – dandomi da parlare, mi si è avvcinata talmente tanto che pensavo si trattasse di una visita per me, magari di un’amica di famiglia lontana di cui non ricordavo bene il volto. Così per dire…e comunque anche mia mamma da’ del voi quando parla con altra gente campana 😊

mangiagalli parto
Ripeto, nulla di personale! Tant’è che le ho pure donato una delle mie preziosissime perette per andare in bagno che in un reparto maternità sono preziose come l’oro (soprattutto quando sono 3 giorni che non ti scarichi e spingere è l’ultima cosa che vuoi fare!).

Insomma il nome di questa ragazza resterà un mistero per me ma non me ne cruccio perché spero davvero di non incontrarla mai più. Forse avrei dovuto dirle qualcosa, soprattutto quando urlava come una matta al telefono spiegando al marito che assorbenti prenderle, alla madre il menù del cenone della vigilia, rischiando di svegliare la mia bambina. Ma ho preferito mordermi la lingua pensando” “Sono solo 3 giorni Ilaria e non la rivederai mai più! E’ per il quieto vivere”.

Personalmente il giorno della vigilia – giorno delle nostre dimissioni – alle 9 ero a letto, anche grazie a lei che non mi ha fatto dormire tre notti. Come se non bastasse il primo giorno si è fatta dare le pastiglie per far andare via il latte dicendo che con un’altra figlia di 4 anni non sarebbe riuscita ad allattare anche questa (per via delle ragadi che -secondo lei – l’avrebbero costretta per un mese a tirarsi il latte).
La neonata naturalmente era isterica mentre aspettava che le ostetriche le portassero il latte e in più aveva bisogno di ciucciare…e così pianti indemoniati per la piccolina e discorsi ad alta voce (da sola) per lei, alle 3-4 del mattino.

E a voi è maiu capitata una situazione del genere? Avreste detto qualcosa o per il quieto vivere avreste lasciato correre come me?

Per fortuna che dura solo tre giorni…e poi finalmente belli sorridenti con la mia piccolina, sotto aspettando le dimissioni (carrozzina Chicco del nuovoTrioLovemotion).

dimissioni mangiagalli


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10 pensieri su “I MIEI TRE GIORNI DA INCUBO IN MANGIAGALLI (PARTO A PARTE)”

  1. Io avevo 3 compagne di stanze fantastiche, ma in generale avrei reagito esattamente come te. Quando mi sono capitate situazioni simili, purtroppo, per il quieto vivere ho lasciato correre, forse rimettendoci pure…magari mi concentro sulle cose belle (tipo: ho una bella bambina, sto in fila dietro a un cafone ma tra poco mangio la pizza,pensa se fossi anche io così…) ma il più delle volte ancora non sono abbastanza matura da non ripensarci senza pensare “quanto sono cretina!!”. Comunque ancora complimenti, bellissime tutte e due le bimbe!! 😍

    1. grazie mille per i complimenti 🙂 forse è meglio come siamo fatte noi.. in fondo si sarebbe solo creato un clima peggiore. Il mio fastidio era legato soprattutto al fatto che il su tono di voce altissimo fceva sobbalzare di continuo la mia bimba…

  2. Innanzitutto complimenti per il coraggio di aver fatto un secondo figlio!
    Anch’io ho partorito in Mangiagalli e per fortuna non ho avuto grossi problemi post parto. Mi sono alzata subito… in compenso la mia compagna di stanza (anche se ero nel reparto solventi) ha rotto tutto il tempo… ma ancora di più il suo pesantissimo marito e tutto i suoi visitatori. Nonostante fossi a letto a dormire continuavano a parlare e a disturbare.
    Io uscivo quando arrivava qualcuno a trovarmi mentre lei sempre in camera con tutti quanti… anche mentre allattavo. Rispetto zero e l’educazione e non sapeva cosa fosse.
    Sono stata zitta e ho subito ma forse oggi la manderei a farsi benedire…

  3. Cara Ilaria Non hai incontrato una famiglia del sud ma solamente dei maleducati.
    Io sono meridionale, ho partorito a milano (non in Mangiagalli per scelta: le visite 8 ore ma anche no direi!!!) e stavo nell’ala solventi. Odio la.confusione, il baccano e i parenti in ospedale e mai avrei resistito a quello che hai descritto
    Non siamo tutte uguali!
    Voi 4 siete bellissimi e la.piccina è stupenda.auguriiiiii

    1. No mai infatti Giovanna la maleducazione non ha origini, ci mancherebbe. Non ho mai detto che tutte le famiglie del sud sono così, anzi! E’ vero il contrario: questi sono casi isolati. Purtroppo questa storia è stata montata ad arte su facebook dalle varie inacidite che – loro sì – hanno voluto fare di tutta un’erba un fascio. Questo voleva essere un post mezzo ironico…ho usato la metafora del cinepanettone/boss delle cerimonie per provare a dare il senso, perchè giuro che sembravano usciti da quel programma. So bene che non tutte le famiglie del sud sono così (giuro che doverlo specificare, mi sembra di un’ovvietà pazzesca)..e ne conosco tante di famiglie del sud, dato che le frequento qui a Milano e ho tanti amici del sud, dato che anche io sono metà del sud. Ogni regione, ogni popolazione ha alcune caratteristiche sulle quali è bello sorridere con un pizzico di autoironia 🙂

  4. Mamma mia leggendo il messaggio mi fai sentire in po’ in colpa. Ho avuto una compagna di stanza meravigliosa ma forse quella non molto meravigliosa sono stata io. Lei ha partorito la mattina presto (all’1) e io ho partorito la mattina tardi del giorno dopo…in quel periodo di tempo che ha separato i nostri parti io sono stata in camera con contrazioni e dolori attendendo la dilatazione che non arrivava mai…ma io stavo malissimo. Giorno e notte con il mio compagno li che mi aiutava e supportava e certamente il primo giorno e mezzo del suo essere mamma con me in quelle condizioni sicuramente non se l’è goduto. Poi é nata Aurora e credo se lo sia goduta ancora meno…la sua bimba era un angelo. La mia famelica…piangeva tutto il giorno e voleva stare solo attaccata (magari fossero venute a svegliarmi le ostetriche…non ce n’era bisogno) e anche se stava attaccata ogni quarto d’ora si disperava anche in piena notte. Ho avuto molti amici che mi sono venuti a trovare ma fortunatamente sono state persone educate che entravano in gruppetti da 2 e tiravano sempre la tendina che separava me dall’altra ragazza.
    Ci sentiamo ancora oggi dopo 10 mesi forse forse dai non sono stata proprio cosi male! 🙂 🙂

    1. No vabbeh non sentirti in colpa. Se uno sta male ed è in travaglio, ci mancherebbe pure che deve stare nell’angolino in silenzio 🙂 Anzi sei stata brav a fartelo con una compagna che aveva pure un bimbo a fianco…poi sui bimbi che piangono, nessuna storia. Sono appena nati, che dobbiamo fare? Ecco l’unica cosa è sulla miriade di amici e parenti (però mi dici che entravano in due al massimo). Io ho partorito il 21 e siamo state dimesse il 24…a due giorni da santo stefano, un festivo! Secondo me almeno la metà delle sue visite potevano essere concentrate lì, ecco tutto 🙂

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