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IL CIUCCIO, UN AIUTO PER LA MAMMA MA ANCHE PER IL BEBE’

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Lo ammetto, quando vedo un bambino  col succhietto in bocca, penso subito: “Che mamma fortunata!”.

Flor, la mia prima bambina, cinque anni fra un mese, non ha mai voluto il ciuccio. C’ho provato in tutti modi a farglielo prendere.

Ho usato tutti i tipi di ciuccio  in commercio e di tutte le marche:

  • con la tettarella a ciliegia, piatta
  • con il collo assottigliato,
  •  con la mascherina in silicone, in plastica,
  • colorati, trasparenti,
  • grandi e piccoli…

Non esagero se vi dico che avrò speso una cinquantina di euro in ciucci. Senza che mai che riuscissi a fargliene accettare uno. Il punto è che lei il ciuccio, proprio non lo voleva. Era troppo attaccata al mio seno per decidere di sostituirlo con qualcos’altro.

E’ fondamentale importante trovare un ciuccio che ricordi il seno il più possibile.

Ovvio che il seno e il ciuccio non siano la stessa cosa…
Com’è vero – come si sente dire spesso – che il ciuccio, in natura, non esista!  
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Campionessa di ciucciadito a tradimento! Notare che mia mamma dice che Tiara ha gli occhi verdi…

Però esistono bambini che più di altri hanno un continuo (con-ti-nuo) bisogno di suzione. Tiara è fra queste.

La mia seconda bambina che ha appena fatto cinque mesi, ha la necessità di succhiare sempre. E così per non farla piangere io passo ore a offrirle il seno, anche quando ha finito da poco la poppata.
La verità?
Non sopporto il pianto dei neonati: mi innervosisce da un lato e mi fa stare male dall’altro. Soffro perchè ho paura che soffrano, pur sapendo che è il loro modo di esprimere un bisogno.
Tiara si succhia il dito del piede, le dita della mano, si autosucchia la lingua (vedi video sotto)…poi mi afferra l dito e lo succhia; persino il naso della sorella perennemente raffreddato.
“Flor, nooooooooo, che poi le passi il raffreddore!”

Flor non ha mai accettato il ciuccio perchè forse ho aspettato troppo a proporglielo  perchè mi avevano detto che avrebbe potuto confondere la suzione al seno con quella del ciuccio.
E in effetti se il piccolo ha difficoltà nell’attaccamento, se state riscontrando problemi nell’allattamento, è sicuramente meglio aspettare.
Ma per fortuna Flor – e così Tiara – non hanno mai avuto mezzo dubbio su come attaccarsi al seno.
Per questo con Tiara, dopo circa una settimana dalla sua nascita, ho provato a offrirle il ciuccio. Lo prendeva e poi lo sputava quasi subito. In questi mesi ho continuato a proporle il ciuccio di tanto in tanto. Non demordo!
Un paio di volte lo ha tenuto più del solito e ha preso il succhietto anche per cinque minuti consecutivi, con i giusti movimenti. Poi ci sono delle volte che lo mordicchia, se lo fa passare da un lato all’altro della bocca.
Lascio che se lo gestisca lei perchè non voglio farle venire i conati di vomito. 
Risultati immagini per philips avent ultrasoftAdesso stiamo usando il ciuccio di Philips Avent Ultrasoft, che ha la caratteristica di avere la mascherina non in dura plastica ma arrotondata e flessibile. Questo permette di diminuire la pressione sul visino del bimbo durante la suzione. Inoltre ci sono 6 fori che permettono il passaggio d’aria ed evitano che la saliva maceri la sotto, causando dermatiti da ciuccio. Ovviamente la tettarella è ortodontica come lo sono tutte del resto oggi giorno; il vantaggio è che è simmetrica per cui il ciuccio può essere messo in qualsiasi verso. Ultimo aspetto davvero comodo è la vaschetta portaciuccio che fa anche da contenitore per la sterilizzazione: si mettono 0,25 cc di acqua, si pone la vaschetta chiusa col ciuccio al suo interno per 3 minuti a 70=/1000 Watt e si lascia raffreddare per 5 minuti.
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Se Tiara prendesse definitivamente il ciuccio per me sarebbe una vera liberazione. E anche per lei. Perché sarebbe il suo antistress.
Quando succhia, infatti,  si calma e si tranquillizza subito. Il ciuccio non sostituirà mai la tetta ma le due cose possono coesistere tranquillamente. Lo dico da mamma “allattona” quale sono che passa tantissime ore al giorno a darle il seno. Faccio l’allattamento a richiesta e a dire il vero, tante volte, non aspetto nemmeno che me lo chieda e glielo offro di mia sponte.
Però c’è il lavoro da seguire e soprattutto un’altra bambina che è ancora piccola e che ha bisogno anche lei della sua mamma. Soprattutto la sera, quando arriva il momento di essere messa a nanna, che prima faceva col papà e che adesso – da quando è nata la sorellina – vuole fare solo con me.

Anche Tiara vuole essere messa a letto da me.  O meglio dalla mia tetta. Vuole addormentarsi ciucciando, nonostante il suo pancino sia già bello pieno.

La sera, quando è particolarmente irritabile, ci vuole anche mezz’ora per addormentarla, nonostante il seno. A volte mi ritrovo il capezzolo  macerato da tanto lo tiene in bocca.
Insomma questo è un classico caso in cui il ciuccio mi aiuterebbe tantissimo.
Per questo continuerò a provare a darle il ciuccio.
Peraltro ho diverse amiche che sono riuscite a fargli accettare il succhietto anche  più in là. Parlo di bambini di  7-10-12 mesi.
Si tratta di mamme che dovevano tornare al lavoro, angosciate dal distacco e di dover lasciare i loro bimbi senza un conforto durante il giorno.

Il ciuccio è anche questo in effetti: consolazione, una coccola, un antistress, una valvola di sfogo e un antinoia.

E poi vorrei che questa volta l’allattamento fosse meno stancante di quanto non lo sia stato con Flor che mi chiedeva il seno anche 20 volte al giorno, quando ormai aveva già superato i due anni. E intatti poi non ce l’ho più fatta e ho detto basta. Ero stanca, stressata, nervosa oltre a essere diventata uno scheletro.
Chissà forse se avesse preso il ciuccio avrei aspettato che fosse lei a staccarsi dal seno naturalmente…ma non ce l’ho più fatta. Questo continuo chiedere senza tregua, aveva trasformato il mio allattamento prolungato in un incubo e non più un piacere (senza contare che fino a due anni ha continuato a svegliarsi più volte a notte per bere il latte al mio seno).

Come far accettare il ciuccio a un bambino già “grande”? I metodi che ho provato

Bella domanda…
Vorrei avere i vostri pareri in merito.
  • So di mamme che mettono una punta di miele e/o zucchero sul ciuccio (e sono strasicura che mia mamma lo abbia fatto con Tiara), può servire? Forse, però con la mia evidentemente non ha sortito effetti.
  • Sicuramente per far accettare il ciuccio, bisogna essere costanti.
  • Non si può offrire un giorno e poi per cinque giorni dimenticarsene. Provare più volte al giorno, quando il bambino è calmo possibilmente.
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  • Personalmente, la tecnica che preferisco e che mi sta dando i migliori risultati è quella della catenella portaciuccio. Per lo più lascio che sia Tiara a gestirsi  il ciuccio, ora che comincia a usare meglio le manine; prende il ciuccio, ci giochicchia, poi ogni tanto lo succhia (magari dal lato della mascherina eh!) finchè poi tre giorni fa è successo il miracolo: ha preso il succhietto in bocca con i giusti movimenti.  La cosa è durata almeno cinque minuti, tant’è che ho pensato: “E’ fatta!”.
Il papà poi l’ha presa in braccio, le ha fatto fare tre giri della stanza e come per magia si è addormentata mentre io ero in camera di Flor a raccontarle una favola.
Che bello! Che LIBERAZIONE, lasciatemelo dire.

E quando bisogna togliere il ciuccio?

Non so se siano state fortunate le mie amiche ma ho sempre sentito storie positive per quanto riguarda l’ abbandono del ciuccio. Niente drammi particolari, solo qualche lecito mugugno e stop. Ovvio, bisogna trovare un pretesto, una motivazione forte per convincere il bambino a lasciare il succhietto.  Vedo che tra i bambini funziona molto bene il principio di solidarietà. Quando arriva un bimbo più piccolo – il figlio di un vicino o di un amico – gli si dice che bisogna donare il proprio ciuccio. Si suona proprio alla porta e si regala il ciuccio.
Oppure si può pensare a un rituale, così come avevo fatto con Flor quando le avevo tolto il seno inventandomi la fatina del latte che portava via il latte alla mamma per donarlo alle altre mamme che dovevano crescere dei bebè più piccoli di lei.
La verità è che i bambini sono molto più generosi di quanto non immaginiamo.


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