PARTORIRE CON IL SORRISO: “MAI PENSATO AL GAS ESILARANTE? IO L’HO USATO”

Spread the love


Il protossido di azoto è una delle anestesie possibili al momento del parto, ma ancora poco utilizzata in Italia quando invece è prassi comune in molti Paesi, uno su tutti la Gran Bretagna. Il vantaggio è che oltre ad alleviare il dolore, ha molti meno effetti collaterali rispetto all’epidurale (e costerebbe anche meno allo Stato).

Avevo 21 anni quando ho scoperto la prima volta di essere incinta e fu un vero shock.

Il cambiamento fu totale: il corpo che si modifica, il rapporto con gli amici e i parenti, la ricerca della casa e la costruzione di un nuovo nucleo familiare.

Ma la paura più grande era quella del parto. Sono sempre stata fifona e dunque cercavo un buon ospedale dove partorire e sentire poco dolore.

Mi ricordai che mia madre aveva conosciuto un ginecologo greco che aveva lavorato tanti anni in Inghilterra e che da poco era tornato in Italia portando un nuova tecnica per il parto cesareo con anestesia locale.

Mi sono fidata di questa persona che era riuscita a diventare Primario all’ospedale di Livorno e mi feci seguire per tutta la gravidanza anche se abito vicino Firenze.

La data presunta del parto era fissata per settembre e poiché mia nonna aveva la casa al mare a Rosignano, mi trasferii da lei.

Mi tranquillizzava pensare che all’ospedale di Livorno avevano portato una poltrona massaggiante che poteva diventare lettino e il Gas al protossido di azoto e ossigeno che mi avrebbe fatto da anestesia orale.

foto (2)

Una notte non mi sentii bene e poiché ero vicina alla data del parto mi presentai in ospedale, dove mi tennero a digiuno e mi sistemarono in camera.

Alle 14  i dolori si fecero più forti, soprattutto all’altezza dell’addome e dello stomaco: era l’inizio del travaglio!

Ero in ansia, avevo paura, quei forti dolori all’addome e alla schiena mi provocarono anche il vomito.

Quando mi si ruppero le acque, intorno alle 15, mi portarono in sala parto.

Nonostante le mie paure iniziali, subito mi tranquillizzai: ero seduta su una bella poltrona massaggiante e con una mano tenevo la mascherina del Gas vicino alla bocca.

Respirare quel gas mi faceva sentire meno dolore e dopo qualche spinta alle 15:15 nacque Gabriele, il mio primo figlio.

Mi misero due punti e non sentii niente perché avevo ancora l’effetto del protossido di azoto.


Questa tecnica secondo me è ottima da adottare in tutti gli ospedali di Italia, è un modo di partorire senza dolore e senza effetti collaterali dell’anestesia.

Ma in Italia le nuove tecniche non sono mai ben accette e quel primario fu mandato via da Livorno perché troppo innovativo.

Per il secondo figlio, ho aspettato sei anni per problemi di lavoro, e mi decisi di andare più vicino a partorire.

A Firenze non c’era ancora il baby-rooming, ma il nido per la notte, e volevo provare a partorire naturalmente.

Il travaglio mi iniziò di notte, verso le 2 dissi. Così dissi a mio marito Davide di portarmi in ospedale.

Quando arrivai ero già dilatata di 5 centimetri con le acque che già si erano rotte. Subito mi portarono  in sala parto, una stanza fredda e buia.

I dolori erano forti, ma tra una contrazione e l’altra, riuscivo a respirare e a rilassarmi.

foto (4)

All’inizio urlavo per il dolore, poi l’ostetrica mi disse che non spingevo abbastanza e allora iniziai ad usare la respirazione per aiutarmi nella spinta e in poco tempo nacque Diego, il mio secondo figlio.

Anche per il secondo parto mi misero due punti, ma senza anestesia, quell’ago era insopportabile.

Ero distrutta, stanca. Riamsi sola in stanza per un paio d’ore, riuscii a dormire un pochino fino a quando arrivò il piccolo.

Il post-partum fu più faticoso anche perché a casa c’era un’altro bambino che mi aspettava.

Con due figli è più difficile trovare un’equilibrio ma con l’aiuto della famiglia e delle strutture scolastiche, ci sono riuscita in breve tempo. E quando Diego ha compiuto nove mesi sono potuta rientrare al lavoro.

Linda Grazzini, una mammarispamio

Qualche altra mamma che abbia partorito con questa anestesia particolare? E’ vero che ti viene da ridere quando aspiri il gas?



Spread the love

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *