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UN’AUTO IN FAMIGLIA PUO’ BASTARE PER SALVARE IL MONDO?

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Non è questa la soluzione ma è un inizio. Noi in famiglia abbiamo una sola auto anche perché viviamo a Milano, dove tra car-sharing, trasporti pubblici e riqualificazioni ambientali siamo troppo avanti…eppure c’è chi la macchina non la molla neppure qui!

 

È di questi giorni la notizia che il 2016 è l’anno più caldo di sempre. L’Onu ha lanciato l’allarme: “Record di anidride carbonica nell’atmosfera, si apre una nuova era climatica” titolano i giornali. Più caldo uguale scioglimento dei ghiacci, uguale innalzamento delle acque, che significa intere aree destinate a scomparire. Scene apocalittiche da film, insomma.

Quando si dice che la realtà poi superi la fantasia…

Guardate che è questione di qualche grado in più per stravolgere l’intero ecosistema terrestre.

Eppure basterebbe davvero poco!

Quando in giro racconto che a casa mia possediamo una sola auto, molta gente mi guarda sbalordita. Eppure io lo trovo abbastanza normale. Certo dipende anche dal luogo in cui si vive e dai servizi offerti. Però, noi che siamo di Milano, che bisogno abbiamo di avere più di un’auto? Anche mia madre sono più di 10 anni che ha abbandonato la macchina.

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Milano è una città davvero all’avanguardia per quanto riguarda i mezzi di trasporto pubblici: sono numerosi, efficienti e capillari. L’altro giorno c’è stato lo sciopero, l’adesione è stata bassissima; l’orario della metropolitana verrà ora ulteriormente esteso, con treni che viaggeranno già alle cinque del mattino. Eppure la mattina, quando mi soffermo a guardare le auto in coda qui vicino casa (abito in periferia, proprio vicino all’uscita della tangenziale), m’imbatto ancora in tantissime macchine occupate da un solo passeggero.


Perché queste persone non prendono i mezzi pubblici?

Milano, peraltro, è anche capitale del carsharing, tant’è che c’è solo l’imbarazzo della scelta quando si tratta di prendere un’auto in affitto: costano pochissimo e si trovano praticamente ovunque. Mio car sharing milanomarito è iscritto a tutti i servizi e ha usato spesso questa formula (quest’estate per esempio quando noi eravamo in vacanza con l’auto, lui andava a fare la spesa con il carsharing). A tal proposito vi consiglio di preferire i modelli elettrici perché non solo inquinano di meno ma costano anche di meno! Peraltro il Ministro del Territorio Delrio ha annunciato la realizzazione di 20mila nuove stazioni di ricarica, proprio per incentivarne anche l’acquisto da parte di privati (la tedesca Volvo promette di vendere 1 milione di auto elettriche entro il 2025, ce la farà?).

Anche chiudere il rubinetto dell’acqua mentre ci laviamo i denti contribuisce all’impronta ecologica. Sono contraria invece a chi dice che non bisognerebbe tirare l’acqua del wc, se non dopo un tot di volte di utilizzo (ricordo che l’ex premier inglese Tony Blair era un sostenitore di questa tesi); al di là del cattivo odore, i batteri proliferano, “annidandosi” poi nel wc.

Non molto tempo fa vi avevo anche parlato dell’invenzione delle prime pile riciclate al mondo da parte di Energizer. Un bell’esempio davvero!

Comunque se ognuno facesse la propria parte, le cose andrebbero sicuramente meglio. Di certo è necessario trovare delle fonti di energia alternativa. Ed è quello che stanno studiando anche le grandi aziende, che sanno che prima o poi gas e petrolio finiranno. E la riprova che stiamo andando verso la direzione giusta arriva dal fatto che molte centrali elettriche sono ormai obsolete e per questo non più in funzione. E’ il caso di Futur-E, un progetto di Enel rivolto alla creazione di un mercato unico e alla ricollocazione delle vecchie centrali elettriche tramite bandi di riqualifica architettonica; luoghi che molto probabilmente diventeranno fondazioni, centri culturali biblioteche, parchi ecc. E’ quanto sta già accadendo, per esempio, con le centrali di “Port Tolle”, “Montalto di Castro”, “Rossano”, e progetti conclusi, come per la centrale dismessa di Alessandria.

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La bellissima Tate Modern di Londra in uno scatto serale

Volete un esempio famoso per capire meglio? Avete presente la celebre Tate Gallery di Londra? Beh un tempo era una centrale termoelettrica mentre oggi è tra i più spettacolari musei d’arte moderna al mondo.

A Milano, la mia città, ci sono già tantissimi esempi virtuosi di intere zone che stanno risorgendo grazie alle riqualificazioni di ex fabbriche: la Fondazione Prada è uno dei centri più riusciti degli ultimi anni, che ha ridato vita a un quartiere prima conosciuto solo per il dormitorio pubblico.

Amo la mia città perché, nonostante i suoi tanti difetti, dimostra di avere un carattere sempre più internazionale e una sempre maggiore attenzione verso l’ambiente.

ENEL



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