video mamme e bambini

ESSERE MAMMA…E POI QUALCOSA E’ CAMBIATO!

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Questi sono giorni davvero speciali. Sono profondamente cambiata come madre. In fondo essere mamma è un percorso di crescita, di consapevolezza. I nostri figli crescono e noi con loro. Loro imparano a camminare, a parlare, noi come madri, col tempo, impariamo a perdonarci per i nostri errori e debolezze che inevitabilmente abbiamo.

Oggi sono molto diversa dalla madre che ero in questa lettera di scuse a mia figlia, scritta in un giorno più difficile degli altri, quando sei più stanca, forse più triste, forse solo più “imperfetta”…

Poi però, come si dice, tutto passa; finita una fase ne comincia un’altra e poi un’altra ancora.

E si va avanti.

In questo periodo mi hanno scritto molte neomamme che mi dicevano di trovarsi in difficoltà nel loro nuovo ruolo, pieno sì di tante belle novità ma anche responsabilità improvvise, momenti in cui non sempre si ha la pazienza del leone.

Io non mi vergogno ad ammettere i miei limiti, né di dire che mi pesa andare al parchetto perchè mi annoia a morte, di aver lasciato spesso mia figlia davanti la tv. Però ho tante altre qualità.

Ogni mamma ha i suoi punti di forza. Non si può eccellere in tutto! C’è chi punta molto sul contatto e la vicinanza fisica, chi invece sprona il proprio figlio a essere indipendente fin da subito, chi ci gioca molto insieme e chi preferisce altre modalità di confronto.

Io non merito 10 in tutte le “materie”, in alcune forse appena la sufficienza. Non amo giocare molto con mia figlia. Non ancora almeno. Però ho capito che in questo campo non si può mai parlare “per sempre”.

Ho capito che l’unica cosa “per sempre” è l’amore che mi lega a lei. Ma poi lei ed io cambiamo, evolviamo, prendiamo direzioni diverse e ci imbattiamo in equilibri familiari sempre differenti.

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Qualcosa è cambiato. In me si è accesa improvvisamente una lampadina.                                           Photo by Morgan Sessions

La fase che stiamo attraversando ora, per esempio è stupenda. Babyrisparmio comincia finalmente a parlare. Alla soglia dei tre anni, dopo un po’ di preoccupazione e inevitabili confronti con gli altri bimbi della stessa età, da un giorno all’altro, ha cominciato a parlare. Prima c’erano solo tante piccole paroline, buttate qua e là: “uaua”, “io – a – vù” (io la tv), “no vuole”…cose così!


Invece l’altra mattina, mentre eravamo nel lettone, sento una manina che mi spinge sulla schiena e una vocina che sbotta: “Mamma, sveglia c’è ‘cellino fuori” (uccellino). Voi capite lo shock? Da uaua a una frase così?

Così, senza preavviso, la nostra bimba sta diventano grande. Che gioia, poter interagire così con lei. Non vedo l’ora che mi dica chiaramente: “Mamma, ti voglio bene!”, anche se già mi dimostra tanto il suo affetto sorprendendomi con degli abbracci e baci non richiesti.

Ha tolto da poco il pannolino e ora cominca pure a parlare. Quanti cambiamenti! Persino il parchetto comincia a diventare un’attività piacevole: mi siedo sulla panchina e la guardo giocare, lei raccoglie un fiorellino e me lo porta, poi va su e giù sullo scivolo e mi guarda, io la saluto e torno a leggere.

Alcune salite sono diventate inaspettatamente ripide discese. Mi piace essere mamma! Sento che questo status che prima sentivo un po’ lontano dalle mie corde, dal mio modo di vivere “nomade”, ora mi appartiene; che forse anch’io sono nata per fare questo, che forse non è vero che  “essere mamma…non è il mio!”.

Forse avevo solo bisogno di un po’ più di tempo per accorgermene o forse ero semplicemente troppo critica con me stessa. Perchè se oggi mi guardo indietro non sono stata nemmeno tanto malaccio! Perchè anche tante altre mamme perdono la pazienza, si sentono sole e si trascurano come ho fatto io.

Ma ho capito anche che vedere le due facce della stessa medaglia può essere una risorsa importante, un arricchimento di cui fare tesoro per poterlo trasformare poi in un punto di forza, cui aggrapparsi nei momenti di difficoltà.

Essere madre è l’esperienza più commovente ed emozionante che mi sia capitata. E’ un getto d’amore continuo sul cuore.

Quando la guardo sento che il mio compito è guidarla, proteggerla, insegnarle a essere una brava persona, rispettosa del prossimo. Sono diventata una persona migliore. Non ne ero del tutto convinta all’inizio, ora invece ne ho la certezza.

Prima mi sono imbattuta in questo video su Facebook, realizzato da Zurich che vi invito a vedere,  in cui viene chiesto ad alcuni bambini provenienti da tutto il mondo di descrivere i propri genitori e le loro risposte mi hanno davvero emozionata.

I bambini sanno fare questi miracoli. E adesso non vedo l’ora che anche la mia piccola cominci a dirci ciò che pensa della sua mamma e del suo papà.

mamme in difficoltà

Alla domanda: “Quanto vuoi bene alla tua mamma? ” A volte le parole non servono  🙂 Immagine tratta dal video presente sulla pagina Facebook Zurich

 

 

 

 

 



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6 pensieri su “ESSERE MAMMA…E POI QUALCOSA E’ CAMBIATO!”

  1. È incredibile come i bimbi facciano progressi così, all’improvviso!
    Un momento il mio bambino strisciava a terra come un marine, l’altro correva dietro al gatto, un momento diceva poche paroline, all’improvviso si è trasformato in una macchinetta che parla a raffica, un momento eravamo ancora alle prese con i pannolini, una mattina ha deciso che basta, lui era grande e non lo voleva più.
    Essere mamma ha le sue fatiche, innegabile, ma ti scalda il cuore e riempie la vita in un modo che finché non diventi mamma non puoi capire!

    1. Davvero, infatti bisognerebbe passare il tempo a immortalarli perchè quello che facevano prima smettono di farlo e/o iniziano a fare cose nuove, sempre diverse. Ogni fase ha le sue peculiarità e va finire che anche i lati meno piacevoli alla fine ti mancano un po’…(oddio forse cambiare i pannolini, no! ;-P).

  2. Ci vogliono questi post. Noi mamme abbiamo bisogno di queste confidenze. Perché se si legge solo che essere mamma è emozionante, divertente, superlativo senza parlare dell’altra faccia, quella della fatica (psicologica e fisica), dei profondi sconforti, del concetto di tempo completamente rivoluzionato, ci si sente ancora più ferite, “anormali” e infinitamente in colpa. Grazie Ilaria!

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