odio essere incinta

PERCHE’ NON MI PIACE ESSERE INCINTA

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Essere incinta non fa per me!

Dicono che la gravidanza non sia una malattia – e lungi da me dire che sia così – ma la lunga attesa mi snerva.

Eppure l’ho desiderata così tanto questa gravidanza. Chissà se la gestazione durasse 5 mesi, magari non la penserei così…

Lo dico subito, è colpa mia che sono ansiosa e penso spesso al peggio. E così anziché godermi questi nove mesi finisco con lo sprecare il bel momento, crogiolandomi in ciò che potrebbe accadere o non accadere. 

  • I primi tre mesi

In quest’ultima gravidanza ho passato i primi tre mesi nell’angoscia di perdere il bambino, scottata dall’aborto precedente (LEGGI QUI: Come ho capito che avevo perso il bambino); per cui ogni volta andare in bagno era una specie di tortura, con la paura di vedere del sangue sulla carta igienica. E in effetti poi, quell’incubo della carta striata di sangue si è ripetuto anche in questa gravidanza, quando ormai stavo per concludere il terzo mese e sentivo di averla quasi scampata. La ginecologa mi ha dato il progesterone e per fortuna poi è andato tutto bene.

Il secondo, il terzo e quarto mese l’ho passato tra le nausee. Questa volta, a differenza della prima gravidanza, gli odori non mi hanno dato particolarmente se non quelli di alcuni insaccati e della carne. La nausea invece mi ha perseguitata soprattutto la mattina, meno la sera. L’unica maniera per alleviarne il fastidio è stata quella di sgrannocchiarci qualcosa sopra e non lasciare lo stomaco vuoto.

Fino al quarto mese poi sembri una magra con la pancetta. Cioè la situazione più brutta: una che è magra ma ha la sfiga di avere del grasso localizzato solo lì. Almeno questa era la mia buffa situazione. Inoltre in questa gravidanza – a differenza dell’altra che l’avevo già detto a mezzo mondo – ho aspettato per precauzione e anche un po’ di scaramanzia che passassero i famosi tre mesi.

Come se non bastasse a tutto ciò bisogna sommare l’enorme preoccupazione legata alla salute del feto: sarà sano? Starà bene? questo periodo, a cavallo con il quarto mese, è il momento degli esami di screening neonatali e dei loro esiti. Una fase tremenda. Il mese antecedente al bistest l’ho passato con crampi all’addome per via di una colite da stress!

LEGGI ANCHE: Bitest e Test del DNA fetale, perchè abbiamo scelto di fare solo il primo

  • Dal terzo al sesto mese

Finite le nausee è arrivato il momento più bello, quello intorno al quinto mese, quando il pancione ormai è evidente e si nota che non sei grassa ma incinta. Che è diverso! Le nausee sono passate e il pancione non è ancora ingombrante: puoi ancora chinarti, allacciarti le scarpe e dormire ancora bene.

  • Dal sesto al nono mese

Questi sono i mesi più pesanti. E ancora mi manca l’ultimo, il più faticoso per ragioni diverse! Chi mi segue sui social sa che a 29 settimane mi hanno trovato il collo dell’utero accorciato e messa a riposo. Stare a riposo forzato in gravidanza significa non potersi muovere dal letto e passare praticamente tutta la giornata in posizione supina. Ma tant’è, se il rischio è quello di avere un parto pretermine.


A causa del collo dell’utero accorciato a 30 settimane ho dovuto fare due punture di cortisone per far sviluppare più velocemente i polmoni della bambina. Inoltre ho dovuto prendere anche più volte l’antibiotico e (di nuovo) cortisone per far passare una tosse stizzosa durata oltre un mese, assolutamente controindicata con un collo dell’utero così accorciato come il mio (per quanto non ci fosse fuenneling, ovvero quando tossivo il sacco non veniva risucchiato nel collo ma rimaneva lì al suo posto).

Un capitolo a parte, nella mia storia, merita il bruciore di stomaco che non è un semplice fastidio ma un drago che vive dentro di me e che la notte sputa del liquido infiammabile. Il reflusso arriva a spruzzate, improvviso, con un getto di 60 km orari, in gola mentre dormo, scendendo così in trachea e cercando di strozzarmi nel sonno.

Questi sono alcuni degli acciacchi della gravidanza, senza nominare:

  • piedi e gambe gonfie,
  • mal di schiena,
  • rischio diabete gestazionale,
  • doppio mento,
  • aerofagia,
  • emorroidi,
  • stitichezza,
  • meteorismo ecc.

Ma la parte più difficile da affrontare, per me, è quella emotiva. E non mi riferisco solo agli ormoni ballerini che un giorno ti fanno sentire sulla Luna e il giorno dopo sotto terra.

Parlo di pensieri, dubbi, di timori per il futuro, per come andranno le cose.

In gravidanza un semplice dolore al fianco può trasformarsi nelle persone ansiose come me in qualcosa di terribile che non va. Un dolore al basso ventre? La minaccia di un parto prematuro. Un giramento di testa? La pressione alle stelle. A peggiorare il quadro ci sono poi i forum di internet, dove tutte le future mamme vanno a cercare conforto, pur sapendo che ne usciranno ancora più preoccupate perché tra i tanti “tranquilla è normale, stai serena!”, ci sarà la mamma catastrofista o quella più sfortunata. E il suo commento, seppur isolato, peserà come un macigno.

  • L’ultimo mese: il nono mese

E poi c’è la parte finale, quella dell’ultimo mese dove i movimenti del piccolo diventano più flebili perché lo spazio nel pancione ormai è quello che è…e tu cominci a pensare: “Oddio, perché non la sento? Non starà mica male?”. E’ di storie di mamme cui le cose sono andate male a un passo dal traguardo ne ho sentite fin troppe…purtroppo.

E poi c’è il parto signore! Anche lì, quante paure che qualcosa vada storto! Non ho paura del dolore che posso provare io, bensì che la mia bimba possa soffrire.

Insomma, non vedo l’ora che tutto finisca, forse perché manca davvero poco e ho tanta, troppa voglia di conoscerla.

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