UN FIGLIO CHE NON ARRIVERA’ PER COLPA DI UOMINI MAI PRONTI E DEL CANCRO

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Io, Childless, senza figli.

No, non è la stessa cosa di childfree. Questi ultimi sono quelli che NON vogliono avere figli, quelli che, per scelta, decidono di vivere la loro vita di coppia senza cedere al modello di famiglia tradizionale e in Italia, devo dire, ci vuole un bel coraggio. Coraggio, sì! Coraggio, perché i pregiudizi verso le coppie che fanno questa scelta sono notevoli, una donna che non fa figli è donna a metà, un uomo senza figli è un vile, uno che non vuole responsabilità. L’Italia è al primo posto in Europa per numero di coppie childfree. Su questo, pare, siamo riusciti a conquistare il primato.

Tra i 22 e i 30 anni ho vissuto la mia più bella storia d’amore con un ragazzo inquieto, brillante, geniale che allora ben si guardava di pensare alla fine dell’università come al traguardo per cominciare a porre le basi per una famiglia.

Mi ha amata tantissimo.

 

_foto giovanni bassetto GIO0061

Io l’ho amato tantissimo, ammirato, cresciuto e seguito; anche quando io, figlia di una donna che mi ha partorita a 18 anni per amore e non per errore, desideravo da lui un figlio ma lui mi chiedeva di andare a “costruire pifferi in Nuova Zelanda” (cito non invento!).

Perché, io dico, i figli si fanno da giovani, quando hai le forze, l’entusiasmo, l’energia per crescerli e condividerne i gusti e i desideri. Ma a che serve fare la first lady di un uomo che avrebbe, e in effetti ha fatto, una carriera brillante, se questo ruolo non te lo danno appieno? Una first lady fa e cresce almeno 2 figli, porta a spasso il cane e si occupa di cose socialmente apprezzabili come aiuti a donne in difficoltà, raccolta fondi per l’ospedale pediatrico e via andare.

Io sarei stata una first lady senza gli attributi d’ordinanza. Allora scelsi di continuare la strada da sola.

Nei successivi 15 anni molta acqua è passata sotto i ponti.  Non molti, ma alcuni fidanzati si sono avvicendati, ma tutti con le idee del primo. Ho il sospetto che sia stata io stessa a replicare in modo infinito le stesse dinamiche

Non sono di quelle che dicono “li trovo tutti io”. Tra un fidanzato carrierista e l’altro, ho a mia volta dedicato molto tempo al lavoro in cambio di tanta esperienza ma poche vere soddisfazioni! Nonostante responsabilità e risultati raggiunti nessuno si decideva mai a farmi dirigente e io testarda continuavo a dimostrare e dimostrare e dimostrare all’infinito quanto fossi brava!


Risultato: sono quella che oggi viene definita childless, una senza figli. La sorte ci ha messo del suo però! Sette anni fa ho fatto l’esperienza del cancro e questo mi ha ostacolata fisicamente e psicologicamente. Fisicamente perché la chemioterapia e la menopausa chimica che mi hanno indotto per 7 anni hanno causato qualche problemino alle mie ovaie che oggi non sono più in grado di fare il loro “mestiere”; psicologicamente perché non ho avuto la forza di condividere in questi anni i patemi degli esami di controllo, delle brutte notizie, dei demoni che ti stanno col fiato sul collo.

Il cancro è stata una esperienza incredibile! Mi ha insegnato una cosa importantissima: l’attesa.

E ho atteso, ho ricostruito la mia vita piano piano con un nuovo lavoro (il vecchio l’ho perso a causa della malattia), con una nuova visione della vita che è e sarà childless ma anche husbandless (senza marito). Se mi piace? Deve.

Ho pianto tanto quando mi hanno “mandata” in menopausa, ho pianto all’idea che forse, se non avessi perso tutto quel tempo, se non mi fossi affannata così tanto a raggiungere cose irraggiungibili o inutilmente raggiungibili allora forse oggi avrei qualcuno accanto. No, non un marito, un figlio.

Oggi sono un’imprenditrice, lavoro nel sociale, mi occupo di servizi alle famiglie e dedico molto del mio tempo a palare e lottare per la conciliazione vita/lavoro dichi invece i figli li ha avuti. La mia azienda si chiama Spaziocuore* e il pay off è Assistenza al benessere. Non credo debba commentare perché ho scelto questo nome e questo logo!

Elisabetta Favale, una donna che oggi non si “risparmia” più!

* SpazioCuore è un’azienda innovativa e unica nel suo genere poichè offre assistenza “solidale”. Così come esiste il car sharing, perchè non condividere anche le necessità e i costi legati all’assistenza?

Grazie all’idea di Elisabetta è possibile condividere nello stesso condominio, per esempio, la badante, un infermiere, la baby-sitter così da ottimizzre i costi. E sappiamo bene che costi si debba affrontare quando c’è un anziano in casa da assistere 24 ore sue 24. Per farvi capire: la badante può lavorare la mattina al terzo piano e il pomeriggio al quinto. O i bambini possono essere riuniti nela stessa casa e osservati dalla stessa babysitter, condividendone i costi. Insomma tutto a misura di condominio.

Alla selezione del personale e all’organizzazione del tutto,  ci pensa Spazio Cuore, www.spaziocuore.it

 

 

Questa la toccante storia di Elisabetta, che ha deciso di andare avanti, non abbattersi e ricominciare, nonostante i tanti momenti difficili attraversati. “Senza figli e senza marito” dice….”Se mi piace? Deve!”. Eppure sono tante le donne che incontrano l’anima gemella anche dopo gli “anta”. Per cui mai dire mai 😀
E un consiglio che mi sento di dare è quello di scappare subito dagli uomini che non sono mai pronti…che ne dite? Io ne ho incontrati tanti, fortunatamente non ero pronta nemmeno io, però credo non sia giusto sacrificare il proprio desiderio di maternità per un uomo.
Mammarisparmio



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