allattamento al seno

COME TOGLIERE IL SENO A UN BAMBINO ALLATTATO A LUNGO

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Quando ho deciso di smettere di allattare, pensavo che convincere mia figlia sarebbe stata un’impresa impossibile; dopo 25 mesi di allattamento a richiesta sapevo che non l’avrebbe presa di buon grado! Quelle poche volte che mi ero rifiutata di darle il seno o perchè avevo male ai capezzoli o perchè non era proprio il momento, mi aveva fatto delle scenate assurde: pianti disperati, urla distesa sul pavimento,ovunque e comunque. Alla fine l’aveva sempre vinta lei.

Io non sono mai riuscita a lasciarla lì, a piangere.

Però questa del seno era diventata davvero un’esagerazione. Dieci, quindici anche venti volte al giorno! Come per un bebè appena nato, per lei il seno era tutto. Solo che di mesi, lei, ne aveva 25! Ma questa volta ero decisa. Mi ero ripromessa che ai due anni avrei smesso di allattarla ed ero già in ritardo di un mese rispetto alla tabella di marcia.

COME HO SMESSO DI ALLATTARE

Ormai da tre settimane preannunciavo a Babyrisparmio l’arrivo della fatina del latte, “la fatina che passa a portare via il latte alle mamme dei bimbi grandi, che cedono il loro latte a quelli più piccolini…perchè diventino grandi come te!”. Ebbene lunedì 21 luglio questa benedetta fatina (ho usato questa bambola di stracci che poi ho fatto subito sparire!) è finalmente passata con tanto di candelina e rito magico, cui erano presenti anche il papà e la nonna …eccola qui mentre soffia sulla candelina!

Forse non era il momento più adatto, visto che da una settimana avevo una specie di ingorgo al seno che stranamente non riuscivo a risolvere, ma come dicevo, ormai ero decisa! I primi tre giorni mi sono trasferita da mia madre perchè sapevo che quelle notti sarebbero state terribili! Lo dico a voi per la prima volta, ma quella prima notte ho allattato la bambina: speravo che quell’ingorgo si sarebbe risolto massaggiando energeticamente per l’ennesima volta il seno mentre poppava (ma nulla!) e poi volevo godermi la mia ultima poppata. Stupidamente non avevo fatto una poppata d’addio. Così mentre la piccola era mezza “rinco”, al suo solito risveglio di metà notte, le ho dato il seno…e con la lucina del telefonino, l’ho guardata intensamente cercando di registrare il suo visino, i suoi movimenti. Ha fatto un bel pieno, fino a quando si è staccata, per quell’ultima volta che porterò sempre nel cuore. “Basta, è finita adesso – mi sono detta – non dovrò più cedere per non confonderla!“.

E così ho fatto.

Il giorno dopo sono andata al consultorio vicino casa mia (in via Oglio, a Milano, uno dei migliori per il sostegno allattamento e dove andavo a pesare la bimba una volta alla settimana i primi mesi!) e ho chiesto aiuto ad Antonia che mi ha letteralmente “strizzato” il seno per togliermi quello che in gergo viene chiamato “tappo di latte“, ancora più ostico dell’ingorgo. Simile alla vescica di latte, ma senza che si formi la “pallina” sul capezzolo (ovviamente in questi due anni ho avuto anche quella…).

Quando il bebè piccolo era lei...adesso grazie al latte che lei gli ha ceduto, tocca agli altri diventare "grandi"! :-)

Quando il bebè piccolo era lei…adesso grazie al latte che lei gli ha ceduto, tocca agli altri diventare “grandi”! 🙂

La cosa bella è che quando siamo arrivati al consultorio Babyrisparmio stava dormendo – era con mia mamma per evitare che vedesse il latte uscire dal mio seno – e quando si è risvegliata le abbiamo mostrato tutti quei neonati che ciucciavano dalle loro mamme, “i bebè piccoli cui  hai dato il tuo latte, amore! Sei proprio una brava bambina!”. Timig perfetto.


E lei sembrava tutta tronfia e orgogliosa.

Ciò nonostamte i primi giorni non sono stati semplici. La mia bimba mi ha chiesto il seno più volte al giorno  e le sue reazioni sono state dure: ai soliti pianti si sono aggiunte le mani in faccia e anche i morsi. Ultimamente è il suo modo di esprimere la rabbia. Dopo essersi guadagnata un bel morsicone in mezzo agli occhi all’asilo, da vittima è diventata carnefice. Mi consolo pensando che entrata nella fase dei “terrible two” e che sta attraversando la fase dei “no” e delle sfide. Però che sangue al cervello quando mi dava quei morsi….grrrrrrr!

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Come ho reagito ai suoi pianti? 

  • Ricordandole della fatina del latte, della promessa fatta, dei bimbi piccoli che avevano bisogno del suo latte;
  • spostandole le mani dal mio viso e quando il morso era troppo forte, oltre a sgridarla in maniera ferma, le ho dato anche un paio di sculacciate.

Ho sbagliato, lo so, ma sono umana. Ha continuato a chidermi il seno almeno per una settimana ma lo ha fatto ogni giorno di meno, sempre meno. Fino a quando poi all’ottavo giorno non lo ha fatto più o meglio…se lo ha fatto, al mio “no”, la sua reazione era di accettazione: serena, nemmeno troppo interessata. Ancora adesso il mio seno, per lei, è molto importante: lo accarezza, lo bacia e la sera per addormentarsi appoggia la sua manina nel mezzo. In fondo sono passate solo due settimane.

Mio marito, agli inizi, le dava ogni tanto il latte che mi tiravo dal biberon, così da concedermi una pausa parrucchiere. Evento molto raro...

Mio marito, agli inizi, le dava ogni tanto il latte che mi tiravo, così da concedermi una pausa. Evento molto raro…ma era bello vederlo partecipe a suo modo. A lui piaceva molto!

La prima settimana mi sono fatta aiutare da mia madre e mio marito, cui è spettato il compito di mettere a letto la bambina. Credo abbia sentito la mancanza del seno soprattutto la notte, perchè era lì – priva di alternative e dsitrazioni- che piangeva di più, per poi “accontentarsi” di un abbraccio fino ad addormentarsi stretta a me. Un suo abbraccio e tutto quello che era successo pochi istanti prima era solo un ricordo lontano. Per lei come per me.

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La chiusura del cerchio. A breve faremo una sorta di rito di chiusura, in cui la fatina ripasserà per farle i complimenti e dirle “brava”. In quell’occasione, le regalerò qualcosa di Peppa Pig o della Dottoressa Peluche, i suoi cartoni preferiti. Se l’è proprio meritato la mia cucciola!

5 STRATEGIE CHE MI HANNO AIUTATA

  1. L’unione fa la forza. Fatevi aiutare da chi vi sta vicino per distrarre il bimbo quando si avvicina a voi con quell’intenzione (che sapete riconoscere alla perfezione!)
  2. L’occasione fa l’uomo ladro. Evitate di addormentare voi il bambino nei giorni in cui state togliendo la tetta. La tetta serale è forse quella cui è più affezionato in assoluto. E forse anche voi…
  3. smettere di allattareOcchio non vede cuore non duole. Meglio non dormire eccessivamente scoperte: anzi copritevi proprio il seno.
  4. Chi si loda, non si imbroda Quando incontrate qualcuno, come il nonno, gli zii, amici stretti, raccontate anche a loro della fatina del latte davanti a vostro figlio, che “lui è tanto bravo perchè ha dato il suo latte ai bimbi più piccoli e che sta diventando grande ecc.”. Così facendo rinforzate la storia ai suoi occhi e lo “responsabilizzate” in maniera costruttiva (la mia, come vi dicevo, sembrava orgogliosa mentre guardava quei neonati) 🙂
  5. Con i se e con i ma non si va da nessuna parte. “Se lo allatto solo questa volta?”. Meglio di no, se avete deciso di smettere di allattare è importante non tornare sui vostri passi. Tenete duro, perchè poi il bimbo si confonde e lo farete solo arrabbiare di più. La sua richiesta calerà  gradualmente, non dal giorno alla notte. Fidatevi dei vostri bambini. Loro capiscono tutto!


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10 pensieri su “COME TOGLIERE IL SENO A UN BAMBINO ALLATTATO A LUNGO”

  1. Grazie, mia figlia si comporta esattamente come la tua, solo che noi di mesi ne abbiamo qualcuno in più… 31, dopo averle provate tutte proverò anche questa, il mio problema resta la sera, perché purtroppo sono sempre io a doverla addormentare… vedrò come poter fare.

    1. Eh Laura…ormai mia figlia ha tre anni e mezzo e ancora lì che cerca la tetta come consolazione anche se non esce più latte. E la tetta resta magica quando si tratta di addormentarla in fretta…il tempo è dottore: i bimbi crescono, capiscono di più…noi ci abituiamo di più. Vedrai che ti mancherà poi. 🙂 La sera è sicuram la tetta più difficile da togliere…bisogna stringere i denti, se sei decisa e non ritornare sui tuoi passi…o almeno non subito 😉

      1. Anche la mia bimba ha 3 anni e due mesi e ancora cerca la Puppa!! E’dura toglierla adesso perché è come se la gestisse da sola e quanti pianti quando dico di non dargliela !! Spero piano piano l’abbandoni da sola !! Io non riesco con il mio carattere a levargliela !! Come posso fare??

        1. Qualche pianto inevitabile ci sarà tanto più che adesso ormai è in un’età che sa bene come prenderti. Però a 3 anni ha anche tante altre possibilità di svago e capisce molto di più. Potresti per esempio dirle che ti fa male il seno. I bimbi sono molto empatici e adesso capisce bene il concetto di bua. Inoltre a breve comincerà l’asilo per cui anche quello ti sarà d’aiuto. Non ti preoccupare, andrà tutto bene! 🙂

  2. Salve mi chiamo Lucia o un bambino di 8 mesi e non riesco a togliere la tetta piange fortissimo o provato a .mettere il sale ma nnt non beve nemmeno l’aggiunta se lo beveva a 5 mesi poi niente da fare la notte non mi fa dormire io o iniziato anche a fumare ragazza qualcuno mi sa dire come devo fare?

    1. Lucia per prima cosa smetti di fumare o almeno non farlo mai in casa poiché è una delle cause della morte in culla fini all anno di vita. Il tuo bebè è ancora molto piccolo, è normale che pianga poiché per lui la tetta fino a oggi ha rappresentato tutto: nutrimento, coccola, consolazione, vita! Capisco che non dormire bene la notte innervosisca, Magari è solo una fase. Anche io ne ho attraversate tante prima di decidermi di smettere definitivamente. Purtroppo quando si decide per il no è no..Non può dargli la tetta ogni tanto altrimenti è normale che poi si disperi. È come se tu morisse di fame e non ti dessero da mangiare. Il latte in formula ha un sapore complemente diverso. Forse sarebbe il caso di aspettare di terminare bene lo svezzamento…che il bambino faccia tutti i pasti completi.

  3. Ciao…. ho letto l’articolo con un po di magone… perché io ho una bimba di tre e ancora “ciuccia la tetta” come dice lei… per lei è una coccola.. è il calmante.. è il momento relax per addormentarsi.. io non sono mai riuscita a farla piangere per ore senza cedere.. quando aveva un anno intorno tutti mi dicevano che dovevo smettere e così ho provato.. ho ottenuto vomito… insonnia e scenate isteriche da parte sua.. e visto che a me ancora oggi non pesa darle questa coccola io non ascolto più tutte le persone intorno a me che si improvvisano pediatri e faccio come mi sento. .. lei mangia di tutto.. ha orari giusti e cresce molto bene.. x lei è come un ciuccio per rilassarsi.. per addormentarsi.. io finché ne sentirà il bisogno e io me la sentirò manterrò le cose così. .. noi abbiamo limitato solo questo momento di nostra intimità tra le mura domestiche x evitare di far parlare.. lei lo sa e lo ha accettato..
    Io credo che non ci sia un manuale da seguire e ogni mamma e ogni bambino è diverso. .. stiamo bene.. siamo serene e cresciamo…
    Baci

    1. Perchè il magone? 🙂 Se tu e la tua bimba state bene così non c’è nulla di sbagliato. Nel momento in cui sia mamma che bimba sono soddisfatte e trovano funzionale questo loro rapporto speciale, non c’è nulla di sbagliato. Io non mi sentivo più di andare avanti e il legame tra me e mia figlia si è poi trasformato, migliorando, trasformando quell’affetto in qualcosa di più fisico fatto di baci e abbracci. Prima ero solo davvero tetta per lei. Me la chiedeva sempre, anche 20 volte al giorno, dentro e fuori casa. La mia bimba mi ha aiutato perchè per fortuna non ha mai pianto tanto e poi il papà e la nonna mi hanno aiutato a distrarla e porle delle alternative in “quei” momenti. Grazie del tuo commento e ciao 🙂

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