DUE ANNI DI MATRIMONIO E UNA STORIA, LA MIA, CHE DA’ I NUMERI

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Mi sono sposata dopo sei mesi di fidanzamento (di cui tre passati a 10mila chilometri di distanza). Festeggio i due anni di matrimonio e ho una bambina di un anno e quattro mesi.

 

Il 12 novembre io e Papàrisparmio festeggiamo il nostro anniversario. La nostra storia è un po’ particolare. Abbiamo come si suol dire “bruciato le tappe”. Nel giro di due anni e mezzo ci siamo conosciuti, fidanzati e sposati. E un mese prima delle nozze ero già incinta di Babyrisparmio. Una sorpresa a metà, visto e considerato che non abbiamo fatto nulla per evitare che la famiglia si allargasse. Non eravamo sposati eppure una famiglia, noi, lo eravamo già.

Vedete, quando si è lontani dai propri cari, il bisogno di trovare un nuovo punto di riferimento è vitale. Lui lo è stato per me nel lungo viaggio che ho fatto in America Latina, io lo sono per lui qui in Italia. Entrambi siamo la forza dell’altro.

Ma facciamo un passo indietro perchè tutto sia più chiaro.

Galeotto fu il marciapiede. Non fraintendetemi ;-). Papàrisparmio mi ha raccolta su un marciapiede di Barranquilla, città colombiana famosa per due ragioni: vantare tra i suoi cittadini più illustri la cantante Shakira e ospitare il Carnevale più folkloristico del continente sudamericano (secondo solo a quello di Rio de Janeiro). Io mi trovavo in questa città proprio per quest’ultima ragione, anche se spirito di festa ne avevo davvero poco.

Il viaggio che avevo intrapreso, ormai quattro mesi prima, mi aveva consumata. Viaggiare è una cosa meravigliosa, ma farlo in hotel 5 stelle ha un sapore decisamente diverso. Affrontare un’esperienza così lunga come la mia – quasi otto mesi – ha richiesto un enorme esercizio di resistenza psicofisica per varie ragioni:

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  • viaggiare da soli è affascinante perchè ti permette di conoscere tantissime persone che altrimenti non avresti mai calcolato. Allo stesso tempo però nostalgia e sconforto, ogni tanto, inevitabilmente ti assalgono, soprattutto quando cominci a legare con qualcuno e sai che, presto o tardi, uno dei due si rimetterà quel benedetto zaino in spalla; un ciao che quasi sempre si trasforma in un addio.
  • viaggiare per tanto tempo – a meno che non si ha la fortuna di essere miliardari – è la sintesti di continui compromessi. I soldi devono bastarti per mangiare (dalla colazione alla cena, extra compresi), dormire e fare le cose che faresti nella vita di tutti i giorni: comperarti vestiti, scarpe ormai logore per i troppi chilometri macinati, acquistare dei medicinali, tagliarti i capelli…in una parola? Vivere. Significa dover dormire in bettole, dividere la stanza con degli sconosciuti, in dormitori da 10 quando va bene, dividere lo stesso bagno in 20.
  • viaggiare a lungo, in Paesi lontani, significa mettere alla prova continuamente i tuoi nervi. Ti devi abituare a disabituarti a tutto. E appena ti abitui a una novità devi essere pronto a lasciarla per fare spazio ad altre tradizioni culinarie, modi di pensare, fare, comunicare.

E tante, tante altre cose che non sto qui a raccontarvi, altrimenti finirei col dilungarmi troppo. Non è questo lo spirito di questo post. Vi stavo raccontando invece come ho conosciuto Papàrisparmio.

Il clima era di festa: grandi e piccini in maschere di piume e pallettes, donne che si dimenavano al ritmo dei tamburi con infinita grazia nonostante i chili di troppo accumulati in vita, i colori vivi dei pappagalli che qui vediamo rinchiusi nelle gabbie e che lì volano liberi nel vento.

Questo più o meno il quadro. Poi c’ero io, su quel marciapiede: stanca, ma così stanca da non riuscire a godermi il momento. Così stanca da posizionarmi a fianco di un venditore ambulante di carne alla griglia, con il fumo che mi finiva dritto addosso.

Forse deve essere stata l’immagine di questa “gringa” – straniera – stramba ad aver attirato l’attenzione di Papàrisparmio, che pure si trovava a Barranquilla per un caso fortuito (visto che lui è della capitale, Bogotà).

Abbiamo inziato a parlare con la classica scusa: “Ci fai una foto?”, poi una birra al volo e via verso l’hotel con la mia compagna di viaggio “temporanea”, quella che per l’appunto poi sai che dovrai salutare con un ciao che èpiù un addio.

Il giorno dopo infatti ero già in partenza, un aereo da prendere di buon’ora…indovinate per dove? Bogotà. Pit-stop di due giorni, dopo 38 trascorsi in Colombia, alla volta di Quito (Ecuador).

“Cavolo, proprio all’ultimo dovevo conoscere questo Johnny! Sempre così…”

Io e Papàrisparmio però ci eravamo lasciati i contatti Facebook.


Così vengo a scoprire che riusciamo a vederci, perchè anche lui rientra a Bogotà. Andiamo in pizzeria, poi a ballare.

E così arriva il primo bacio. Del resto, non avevamo una seconda possibilità. distanze enormi ci avrebbero separato.

Cosa mi colpì di lui? La sua gentilezza, le sue attenzioni continue, la sua premura nei miei riguardi, i suoi innumerevoli baci, il suo essere orgoglioso di me quando invece, nelle mie esperienze passate, tante volte avevo percepito che una stretta di mano era già troppo perchè “Chissà poi cosa pensa questa, si illude…”.

“Ci sentiamo, ti voglio rivedere” mi aveva detto.

Ma io partivo per Quito. E quante volte l’avevo già sentita quella frase in vita mia. E poi…e poi, nulla!

E infatti sono partita pensando che non l’avrei più rivisto. Ma le mail sono continuate e la voglia di ritrovarsi era tanta. Per entrambi si era trattato di un colpo di fulmine. Così Papàrisparmio non c’ha pensato due volte e mi ha raggiunta in Ecuador.

Si è sobbarcato un viaggio di oltre un giorno, oltre mille chilometri e tre aerei. Doveva fermarsi una settimana e invece abbiamo continuato il viaggio fino ad arrivare a Buenos Aires, attraversando in autobus l’Ecuador, il Perù e la Bolivia. Un sogno insomma, anche se le cose non sono andate esattamente come speravamo perchè io mi sono ammalata a più riprese (ho avuto anche la salmonella!). Ma la sofferenza ci ha uniti ancora di più.

Inoltre, mentre viaggiavamo, la società per la quale lavorava lo ha lasciato a casa. Lui è un ingegnere. All’epoca cercava il petrolio per una compagnia americana: un mese e mezzo di lavoro continuato no-stop e una ventina di giorni di riposo. Quando è venuto in Ecuador il suo riposo era appena cominciato fino a che è arrivata la brutta notizia. Insieme insomma ne abbiamo passate tante. Io pure del resto mi trovavo in Sudamerica perchè avevo perso il lavoro e avevo bisogno di staccare un po’ da tutto.

Beh, col senno di poi, ho capito che è vero quando dicono che non tutti i mali vengono per nuocere. Perchè se le cose non fossero andate così probabilmente la mia storia sarebbe molto diversa e Babyrisparmio non sarebbe qui. E a questo punto nemmeno voi sareste qui 😉

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Qui ero già incinta di cinque mesi!

Arrivati a Buenos Aires, ci siamo separati: i soldi erano finiti e alcune scadenze lo rivolevano a Bogotà. Io dovevo continuare il mio viaggio. Ma Dio se ero stanca: vagavo come uno zombie, senza più stimoli, troppi mesi allo sbaraglio mangiando male, dormendo male. Mi mancava la mia casa, la mia famiglia. Tempo un mese e sarei tornata in Italia. Ma il mio cuore ormai era per metà in Sudamerica.

Così con Papàrisparmio, quando ero già in Italia, abbiamo cominciato le pratiche per il visto. L’ambasciata italiana lo ha ricevuto “solo” dopo tre mesi, tanto siamo stati obbligati a stare lontani. Io il mio aereo del resto non lo potevo più spostare, lo avevo già fatto una volta e sarebbe stato troppo costoso.

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Il nostro matrimonio low-cost…ma full-love 🙂

Dopo tre mesi però è arrivato. Ero emozionata come una bambina quel giorno a Malpensa. Lui pure. Mi sono preparata ore davanti allo specchio, ma non ero mai pronta. Eppure avevamo parlato su skype il giorno prima. Ma toccarsi, guardarsi negli occhi è un’altra cosa. Era l’agosto del 2011. Dopo tre mesi esatti ci siamo sposati. Oggi sono passati due anni e io lo amo più di prima.

Auguri amore!

Anche voi avete una storia particolare da raccontare? Avreste sposato un uomo conociuto solo sei mesi prima (con in mezzo una lontananza forzata di tre mesi) ?

Come festeggiate l’anniversario di solito? 🙂



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25 pensieri su “DUE ANNI DI MATRIMONIO E UNA STORIA, LA MIA, CHE DA’ I NUMERI”

  1. Ciao Mammarisparmio! Che bel post e soprattutto che bella storia!!! Quasi da film!

    Ho scoperto da poco il tuo blog ed è tra i miei preferiti, complimenti! Ironico, intelligente ed utile!

    Anch’io ho aperto da pochi giorni un blog, spero cresca e migliori, Se ti va di farci un giro e dirmi cosa ne pensi…sono aperta a critiche e conisgli!.

    A presto!

    1. Ciao, grazie dei complimenti ma chiedendo a me prendi un abbaglio. Anche io sono inesperta e il blog, per quanto stia andando bene, esiste solo da pochi mesi. Il consiglio che ti posso dare però è di non prendere la cosa sottogamba, aggiornare costantemente il blog…poi dipende se vuoi fare questa cosa come hobby o professione. Approfitta ora che hai tempo, perchè quando nascerà la tua bimba, il tempo sarà sempre meno 🙂 grazie ciao!

  2. Auguri di buon anniversario!!
    Noi ci siamo conosciuti a giugno del 2009 ed abitavamo a 400 km di distanza. Io a Verona, lui a Filottrano (An). Per amore, dopo 3 mesi, mi sono trasferita nelle Marche, ma il mio è stato un ritorno alle origini, visto che sono nata e cresciuta lì. A novembre sono rimasta incinta e nell’agosto dell’anno successivo è nato Attilio. Non ci siamo sposati, ma a gennaio del 2013 è nata anche Elena e siamo una famiglia molto unita e desiderosa di allargarsi ancora. 🙂

    1. Che bella storia anche la tua. Il matrimonio è solo un pezzo di carta, noi ci saremmo sposati comunque ma forse con meno fretta (dopo due giorni gli sarebbe scaduto il visto e avremmo dovuto separarci ancora una volta, minimo per altri tre mesi). L’amore è quello che sta dentro di te. Punto. 🙂

  3. Mammarisparmio a me e successo qualcosa di simile ma al contrario io dalla Colombia sono venuta in italia per fare le vacanze poi cupido a colpito e adesso sono qui da 16 anni e insieme a mio marito da ben 15,9 tanti auguri di buon anniversario , felicitaciones y mucha suerte

    1. Bene Karol, che bello! 16 anni fa non serviva il visto se non sbaglio, noi putroppo abbiamo ddovuto fare i conti con tempi di attesa infiniti, però alla fine è andato tutto bene. Ed è quello che conta 😀

  4. Ciao mammarisparmio… complimenti per il sito…e per la tua storia.
    Noi ci siamo conosciuti a febbraio2010 su facebook io in toscana e lui in lombardia… nel 2011 ci siamo sposati e a giugno di quest anno è nata la nostra piccolina… anche noi non abbiamo perso tempo.
    Ho scoperto il tuo sito da poco e mi piace tanto.
    Ciao.

  5. Che bella storia! Pensa che io è mio marito abitavamo nella stessa via… è ci siamo sposati dopo DIECI ANNI che stavamo insieme!!!! Si vede che la distanza è inversamente proporzionale alla velocità di Unione!!! 😉 😉

  6. Che dolce mammarisparmio, mi hai fatta emozionare!!!! Grazie per aver condiviso la tua storia con noi e complimenti per il sito!!!!Ah, grazie anche per tutti i consigli, sto sperimentando diverse cose… grazie!!!

  7. ciao, incrocio adesso il tuo blog per la prima volta. ma che bella la tua storia. anche a me e successo tutto cosi in fretta, piu o meno. ora dopo sette anni siamo ancora insieme e abbiamo due splendidi bambini. quando l amore deve scoccare non c e nulla che puo fermarlo…. complimenti per il blog. ci rivedremo presto. se ti va passa dal mio……

  8. Che meraviglia *O* sarebbe bello leggere il tuo diario di viaggio…e anche capire come hai trovato il coraggio di partire così, all’avventura…questo coraggio non ce l’ha più nessuno.

    Io di storie particolari non ne ho, ma se sono qui è perché a settembre io e il mio compagno prenderemo la nostra prima casa e avevo bisogno di consigli per la gestione di…tutto! Ma in realtà conviviamo da molto più tempo…conosciuti all’università, io studentessa fuori sede, lui pendolare ma non molto lontano, dopo una settimana ci siamo messi insieme, dopo 3 mesi siamo andati a vivere insieme ma in casa con altri ragazzi per il rodaggio più dei nostri genitori che nostro (siamo ancora studenti universitari) , e dopo 1 anno e 2 mesi eccoci qui, a organizzare il trasloco nel nostro piccolo appartamentino, 45mq tutti nostri!
    Ne approfitto per ringraziarti delle preziose dritte che ci hai dato, sono un tesoro!

    1. Grazie Marika, mi sono ripromessa di scrivere del mio viaggio mille volte ma poi trovo sempre qualcosa d’altro di cui scrivere..ma lo farò! Anche perchè più passa il tempo e più i ricordi ahimè sbiadiscono. Anche la tua è una storia particolare, non credere e anche tu hai avuto un sacco di coraggio…scommetto che se te l’avessero detto un anno prima, mai avresti immaginato sarebbe andata così…così in fretta! E invece quando le cose devono andare, semplicemente vanno.. 😉

      1. Certo, chi se lo aspettava :3 probabilmente la me di un anno prima avrebbe detto che sono una gran pazza a imbarcarmi in un’impresa così, e lo avrebbe urlato vedendo il caos del trasloco, lo stress da riaggiusto, il nervosismo per i tecnici che fanno ritardo, ma soprattutto l’angoscia da grandi pulizie di una casa già arredata e già vissuta da chissà chi!!! Però è una bella avventura…e mi piace la sera, dopo aver fatto gli scatoloni, leggere qualcosa su questo blog, anche articoli che trattano la maternità, anche se ci vorrà chissà quanto per la mia 😀

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