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SE PER INTERNET SEI UNA CATTIVA MADRE

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Da quando sono mamma mi si è aperto un mondo. Anzi due. Uno è quello di tutti i giorni, quello “reale”, dove ho dovuto imparare a barcamenarmi tra pannolini e notti insonni, l’altro di mondo, invece, è quello della Rete.

Quando sono rimasta incinta, infatti, le mie amiche avevano un istinto materno alla conte Ugolino mentre mia madre dichiarava di non ricordare nulla (che alle volte quasi mi viene il sospetto di essere stata adottata!).

Ecco che, con queste premesse, Internet si è presto trasformato in un grande libro dove cercare consigli e leggere i racconti di chi, prima di me, ci era già passato. Così al terzo mese di gravidanza ero iscritta già a un centinaio di gruppi su facebook  e fra tutti, quelli che sentivo più vicini erano quelli dedicati alla genitorialità ad alto contatto.

OGNI MAMMA HA IL VESTITO  GIUSTO PER LEI!

Col senno di poi, mi sono resa conto di aver preso troppo alla lettera certi consigli, venduti come verità assolute quando invece oggi ho ben chiaro che una verità assoluta, forse, nemmeno esiste. E che se esiste, a me piace chiamarla “la mia verità”, quella più giusta per ognuno di  noi!

Alcuni commenti, certe interpretazioni estremiste, quando ancora non avevo piena consapevolezza della difficoltà legate all’essere madre, mi hanno fatto sbagliare. O meglio, mi hanno fatto sentire sbagliata.

Leggere per esempio che:

  • Il bambino va portato in fascia almeno 3 ore al giorno, altrimenti non è alto contatto!”;
  • “Se si allatta bisogna farlo fino a quando il bambino non chiede più spontaneamente il seno, altrimenti si calpestano i suoi diritti!
  • “I bambini non vanno mai lasciati piangere altrimenti saranno adulti insicuri”.

Frasi come queste, mi hanno complicato parecchio la vita proprio perché non rappresentavano la verità giusta per me.

E’ un po’ come vedere un bel vestito in vetrina, poi provarlo e capire che, una volta indossato, ti fa difetto; resta un bellissimo vestito ma non fa per te!

SIAMO MAMME OK, MA LET’S TAKE IT EASY!

Col tempo, fortunatamente, ho imparato a fregarmene, a vivere in maniera più “leggera” il mio essere mamma. Ho cercato di accantonare i miei sensi di colpa per non aver seguito alla lettera principi educativi che poi, una volta attuati, non riuscivo a mettere in pratica come avrei voluto.

Ho imparato a non schematizzare, non inquadrare tutto con dei nomi e dei tempi. Semplicemente ho guardato più mia figlia e meno i libri.

E così poi, ho fatto un po’ come mi pareva.

Un mio grande rimpianto di sicuro rimarrà il ciuccio, che per paura potesse compromettere l’allattamento, le ho proposto quando ormai era davvero troppo tardi (tanto più che fin dal primo giorno la piccola si è attaccata bene e non ha mai mostrato alcuna difficoltà).


Il ciuccio, a una mamma che ha allattato per 26 mesi, avrebbe dato una grossa mano! Ci sono stati tanti momenti di stanchezza in cui avrei voluto il cambio dato che, spesso e volentieri,  ero io il suo ciuccio vivente. 

Pur non avendolo mai preso con costanza, a casa ho una decina di ciucci, tra cui Air Style  di Tommee Tippee forse il suo preferito. Credo anche di sapere il perché: è morbidissimo come lo è un capezzolo vero e ha una forma omogenea non sagomata. Inoltre questo ciuccio in silicone non contiene BPA (Bisphenol-A una sostanza chimica i cui effetti non si conoscono ancora bene e usata per bloccare alcuni polimeri e policarbonati e contenuta in alcuni ciucci).

 ciuccio tommee tippee

Una cosa è certa: dovessi avere un altro figlio, sto giro non mi faccio fregare dato che il ciuccio, quasi sicuramente, mi avrebbe salvato da due anni di notti insonni (oltre a essere un valido alleato per la Sids!).

SE SEGUI IL CUORE, NON SBAGLI MAI

Insomma, adesso, che sono mamma da quasi due anni e mezzo ho capito che ognuno ha il proprio modo di essere mamma. Che non ce n’è per forza uno migliore o peggiore! Ma soprattutto ho imparato che queste sono cose che non si possono imporre.

Se non ti senti di dormire assieme a tuo figlio e lo lasci nella sua cameretta fin da piccolo, stai facendo bene; se non te la senti più di allattarlo, non vuol dire che tu sia una madre cattiva e così via. Se la tua mente è serena, sarai anche una madre serena. Ed è la cosa migliore che puoi fare per tuo figlio.

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Ho imparato a non giudicare e quando poi ho anche imparato a perdonarmi, sapete che c’è? Sono diventata una mamma migliore, quella che sarebbe dovuta nascere con mia figlia. Ma meglio tardi che mai, no?

Per scoprire i ciucci e gli altri prodotti di Tommee Tippee potete andare qui:

TommeeTippee

Tomme Tippee su Facebook

collage ciucci



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