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“METODO ESTIVILL, QUASI QUASI CI RIPENSO”, SE IL COSLEEPING DIVENTA FORZATO

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Il metodo Fate la Nanna di Estivill da un lato, il cosleeping dall’altro. Dopo 21 mesi senza dormire, a questo punto siamo disposti a tutto perchè la mancanza di sonno ci sta mettendo a dura prova. Anche come coppia, visto che da un anno dormiamo separati

Da quando provo a fare la blogger vedo meno persone ed esco poco. Tutto il giorno davanti a un pc, in cambio di pochi euro al mese. Per adesso, lasciatemelo dire, non ne vale davvero la pena. Ecco perchè serve tanta passione e determinazione per questo lavoro. Se da un lato vedo meno persone, dall’altro scopro tante cose (e a volte certe cose sono persino più piacevoli delle persone!).

Oggi ho scoperto che esiste una giornata mondiale del sonno. Beh, modestia a parte, credo che io, assieme a Papàrisparmio, dovrei esserne la testimonial d’eccezione, così come la signora Conglio dovrebbre aprire ogni anno il concerto del primo maggio.

Stanotte mia figlia mi avrà svegliato circa dodici (quindici?) volte! Non saprei, ormai perdo il conto. La mancanza di sonno ti uccide, ti annienta anche quei pochi neuroni buoni. Giuro che ci sono certe notti, quando sono particolarmente stanca, che non la sopporto quando mi sveglia. E mi sale una tale rabbia che le urlo dietro…mi vergogno persino ad ammetterlo.

Io dormo con lei. Sì! Sto benedetto cosleeping….quello che fa tanto bene al bambino – così si legge in Rete – “perchè loro hanno bisogno di contatto!”. Ok, è vero. Il bisogno di contatto in efffetti c’è…visto che mia figlia ama addormentarsi sopra di me:

  • con la sua pancia sulla mia faccia
  • sdraita a sardina sulla mia schiena
  • col suo busto sulla mia giugolare, impedendomi un respiro normale
  • e altre posizioni che il Kamasutra le fa un baffo (vedi sotto)

problemi di sonno se il bimbo non dorme vignette bebè mamma

Io però non ce la faccio più. Non sopporto più di esser svegliata tutte le notti, più volte a notte, perchè ho un suo piede nella bocca, un suo ginocchio nella costola, perchè si è scoperta per la centesima volta o perchè – gira e rigira – sento che è a un centimetro dal baratro, laggì ai piedi del letto.

Perchè non la faccio dormire nel suo lettino, che pure è a fianco del nostro letto?

Ah, scusate…ho detto “nostro”?!!!

Forza dell’abitudine, perchè Papàrisparmio dorme in un’altra stanza da ormai un anno, cioè da quando ha trovato lavoro e da quando Babyrisparmio nel suo lettino non ci vuole stare più (perchè fino agli 8 mesi circa ci stava…).

Il nostro letto è a una piazza e mezzo, quello di quando ancora ero single e spensierata. Dunque c’è spazio per due adulti. O un bambino e un adulto.

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Il nostro rituale è il seguente: uno dei due la fa addormentare (da circa 6 mesi anche Papàrisparmio è in grado si addormentarla, perchè prima era tetta o tetta!) e poi la si mette nel suo lettino.


Come un orologio svizzero, verso le 2  o al massimo le 3, ecco il primo risveglio. Urla, pianti disperati, colpi di tosse e mani in bocca per procurarsi il vomito e attirare l’attenzione.

Disperati, la prendiamo e la mettiamo nel lettone per farla riaddormentare. Tetta in bocca. Nanna.

Il problema è che lei non si accontenta…perchè la tetta la vuole altre ottanta volte nella stessa notte (e altre 160 nel giorno), manco fosse un bebè ancora di 2 mesi e non 21.

L’altro giorno, sconsolati, ci siamo fatti forza e abbiamo provato a lasciarla piangere nel lettino. Per la prima volta. Nio non abbiamo mai seguito il metodo Fate la Nanna, perchè contrari, visto che su internet avevamo letto peste e corna: crescono complessati, poi sono insicuri, è disumano ecc.

Però è anche vero che nessuno parla mai dell’esaurimento legato al non dormire dei genitori.

Un genitore riposato è di sicuro più propenso a giocare e a stare bene con il proprio figlio. Nessuno poi pensa allo stress che può generare anche all’interno di una coppia il fatto di non dormire più assieme. Abbiamo il sonno talmente sballato che, anche quelle rare volte che non si sveglia alle 3, ogni tanto, ci capita di incontrarci in cucina o in bagno con gli occhi sbarrati.

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Beh vi dicevo che l’altra sera l’abbiamo lasciata piangere un po’ nel lettino. E sapete cos’è successo? La ragazza ha tentato il suicidio, facendo perno sul cuscino paracolpi, si è buttata giù dal lettino: un tonfo della madonna – BUMMMM!!! -…e poi il rumore del suo sgambettio fino in salotto.

Lei paonazza in volto, è corsa verso di me, risentita ma desiderosa di un abbraccio della sua mamma. Allora l’ho presa e ci siamo riaddormentate assieme per la terza volta (sì, eravamo già a tre!).

Non lo so ragazzi…questa storia del sonno è davvero dura!

E noi che volevamo una famiglia numerosa, ci stiamo davvero ripensando…ma quanto è dura?

Chi ha figli che dormono, non può capire.

Qualche mamma che ci sia passata o con più esperienza di me?



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35 pensieri su ““METODO ESTIVILL, QUASI QUASI CI RIPENSO”, SE IL COSLEEPING DIVENTA FORZATO”

  1. intanto mi hai fatto morir dal ridere!! 😉
    consolati che noi siamo presi più o meno come voi! Tranne per la tetta (che abbiamo smesso a 6-7 mesi senza alcun trauma x nessuno). Bimbo di 21 mesi… niente metodo Estivill. Io avrei anche provato, ma il papà era contrario. Ora ci ritroviamo a metterlo a nanna nel suo lettino, ma poi…si sveglia piangendo (quando va bene, altrimenti sembra il richiamo della foresta…) e allora finisce nel lettone con noi. E chi dorme più?? e si risveglia e si rigira e cerca il ciuccio e ti dorme sopra…aaaahhh!
    Quindi cosa facciamo?? 😉

    1. Ah bene qualche risata non fa mai male. Raro trovare un papà contrario e una mamma favorevole a Estivill, di solito è il contrario. Cosa si fa? Boh facciamo un pigiama party tutti assieme? 😀

      1. Ciao. ..vagando sul web in cerca di consigli sul sonno mi sono imbattuta nel tuo articolo. .come va ora?
        Mia figlia si è sempre svegliata la notte almeno due volte. Prima per poppare..poi ha smesso di volere la tetta la notte ma ha mantenuto i risvegli. Bastava una carezza e si riaddormentava. Da due settimana la faccenda è cambiata.:non si riaddormenta più e vuole venire nel lettone. .dove ormai sono rimasta sola. Magari però così dormisse.!calci pugni e urla ogni ora circa. Sono un cadavere. .ora ha quasi nove mesi. .e tra un mese inizio a lavorare e lei nido..aiuto

        1. Ciao Ilde. La mia bimba la prima notte intera me l’ha fatta a due anni (25 mesi), quando le ho tolto il seno. Cosa posso dirti? E’ normale ch tiri calci e pugni, mentre dormi ti arriva un ceffone, poi un piede nel costato. Ci siamo passate tutte. Ma come dice la parola stessa…pas-sa-no. Si tratta di fasi. Sono sicura poi che l’asilo l’aiutera anche nel ciclo sonno-veglia, dato che si stancherà molto di più e che poi la mattina dovrà svegliarsi presto per forza. Dunque porta ancora un po’ di pazienza, ricette magiche non ce ne sono. Ti consiglio però il sidebed: tira giù una sbarra del lettino e posizionalo a fianco del vostro letto. Vedrai che prima o poi sarà lei a cercare la sua indipendenza. La mia lo ha fatto. Adesso è nella fase che vuole di nuovo stare nel lettone ma poi, inconsapevolmente, nel sonno finisco con lo scivolare di là (altrimenti ce la piazzo io! ;-)). Fammi sapere e tienimi aggiornata. ciao Ilaria

  2. Il mio bimbo a 4 anni e stiamo ancora così..lui che trova le posizioni più assurde e noi distrutti..ma non sono riuscita in nessun modo ad abituarlo…la mia speranza è che prima o poi deciderà da solo!!!

  3. Avevo anche io questo problema… o almeno in parte. La mia bimba si è sempre addormentata con noi nel letto e poi piano piano la mettevamo nel suo lettino. Quando si svegliava voleva però tornare con noi. Era impossibile andare avanti così, sopratutto per mio marito che con la sveglia puntata alle 6 doveva andare a lavorare ogni mattina. Una delle tante settimane che era fuori per lavoro mi sono messa di punta… si addormentava sempre con me e la mettevo nel suo letto ma la notte ho deciso di non riprenderla più. La prima notte ha pianto più di un’ora… ed io con lei perché mi faceva una pena allucinante. Anche la seconda notte non è andata meglio…. ma già dalla terza si sino iniziati a vedere i risultati. Ci vuole tanta forza perché è straziante vedere il proprio figlio piangere disperato!! Dopo circa un paio di mesi di sua iniziativa ha iniziato ad addormentarsi nel suo letto. Prima si fanno un po’ di coccole nel lettone e si legge un libro, ma la nanna nel suo letto. Aveva circa un anno e mezzo ed ora che ne ha quasi 3 va alla grande. E comunque ho fatto caso che mia figlia dorme molto meglio da sola, nel senso che quando era nel letto con noi si agitava in continuazione, mentre dopo il cambiamento dorme molto più tranquilla e rilassata. Il mio consiglio è di fare la nanna ognuno sul proprio letto… è difficile cambiare abitudine, lo so… ma ne vale la pena, sopratutto per il sonno, che è importantissimo, e per la coppia. I riti delle coccole e della lettura del libro sono rimasti invariati… ma è cambiato in meglio il nostro sonno!! 🙂 In bocca al lupo 🙂

    1. Anche secondo me lei dormirebbe molto meglio nel suo lettino perchè adesso è tutto un agitarsi. In sostanza nessuno dorme bene in casa mia 🙂 Speriamo di riuscire a cambiare questa abitudine. Grazie!

  4. Io non ho tanta esperienza, la mia cucciola ha sette mesi e sino a qualche settimana fa si svegliava verso le una per ciucciare la tetta e poi alle 4-5 per il biss… Adesso la sua sveglia biologica è ferma alle 5 del mattino, ciuccia e poi gioca (ah sì perché si sveglia giocando e urlando di gioia!!!). Ormai facciamo colazione all’alba e poi mio marito si riaddormenta, lei alle volte anche e io sistemo casa e mi organizzo la giornata…
    Ma tornando a te… ok le prove di suicidio (che mi ha fatto scappare un sorriso…) ma ne avete parlato col pediatra??? Non è normale che lei si svegli in continuazione per la tetta alla sua veneranda età, forse dovresti cominciare a pensare di togliere il suo “vizietto” e distrarla con altro, io non sono d’accordo col farli piangere, mi si stringe il cuore, anche se loro sono attori nati, ma comincia a piccoli passi, penso che troverete una soluzione.

    1. Ciao ti capisco e come… Anch ‘io ci sono passata… ora inizio a stare benino nel senso che si sveglia due|tre volte…
      Io sono rinata quando a 18 mesi gli ho tolto il seno.
      Dopo qualche settimana di panico ha iniziato a regolarizzarsi, a prendere il biberon con l acqua per consolarsi e dopo 4 mesi ha addirittura iniziato a bere il latte nel biberon… loro si adattano … ci vuole solo tanta pazienza e coraggio di proporre il cambiamento.
      “fate la nanna” è un metodo brutale per come la vedo io …
      ah prova anche i fiori di bach non si sa mai… di sicuro male non fanno!

      1. Giada la nostra situazione è identica. Come hai fatto a toglierle il seno? Che fiori di Bach mi consigli? Noi ci abbiamo provato ma non siamo riusciti a superare la fase panico…

    2. Sì Samanta adesso credo prorio che ne parlerò col pediatra…grazie mille per avermi raccontato di te. Hai fatto sorridere anche e raccontarmi di come si sveglia tua figlia: teneraaa..magari anche la mia si svegliasse così di buon umore! 🙂

  5. Solidarietà mamma e papà risparmio! La deprivazione del sonno era mica per niente una tortura nazifascista!
    La nostra pulce ha esattamente 8 mesi ed anche lei, ha ripreso a svegliarsi alle 3, precise!
    Ilaria ha fame, abbiamo scoperto, in realtà perciò inizialmente al primo grido, corsa in cucina, biberon e si riappisolava dopo 1oretta, ora gioco d’anticipo, intanto no tetta categorica, se vuoi ti sfami con bibe, altrimenti ciuccio, poi alle 24 circa (papà è ancora attivo prepara il bibe) nel sonno senza sollevare a dal lettino se lo mangia e arriva fino al mattino dopo… Quel che mi sento di consigliarti è.. Coccole nel lettone, si addormenta e via subito nel lettino, riempila ben bene che non abbia fame, ed eventualmente puoi aiutarti con della melatonina.. Tutta naturale ma devo dire efficace! In bocca al lupo! E fai tornare papà risparmio nel lettone! Altrimenti vai tu con lui!

      1. Ciao Ilaria, ho scoperto ora il tuo blog e devo dirti che é davvero bello. Ho anch ‘io una polpetta di nove mesi che non ci fa dormire molto,ma la situazione è decisamente migliorata quando a sette mesi in preda alla disperazione ho deciso di togliere la tetta, di colpo! La mattina c ‘era, la sera non più. E Lara che non ha mai voluto vedere un ciuccio quella sera stessa l’ha scelto come suo migliore amico! Gliene avevo proposti in sette mesi almeno 10 tipi diversi. Ma finché c’è la ciuccia figurati!!!! Ho provato molte volte a non cedere ai suoi pianti notturni dicendomi che la tetta è cibo non un ciuccio! Devono passare almeno 3/4 ore. Seeeeee! Se incontro il genio che ha inventato l ‘allattamento a richiesta lo investo !!! Quindi o sei brava e resisti nel darle la ciuccia di notte, oppure via tutto e vedrai che bibe e ciuccio non sono poi così male. Si accontenterà presto 🙂 ps ti ricordi di me?!?

        1. Ciao Cristina, anche io ho provato a toglierle il seno ma ciuccio e biberon non li ha mai considerati. Mi ha presa sempre per sfinimento, chissa’ forse avrei dovuto essere piu’ ferma ma non me la sono sentita poi di farla piangere a lungo…devo farmi forza 🙂

  6. Mammarisparmio mi hai fatto morir dal ridere oltre al fatto che grazie a questa lettura mi sento meno sola. Come ti capisco!!! Mia figlia ha 22 mesi e sta ancora attaccata al seno, purtroppo solo al mio. Il mio compagno non riesce poverino a farla addormentare quindi a volte non riesco a farmi una doccia per giorni di fila. Sono diventata un fenomeno a lavarmi a pezzi!!! non ti dico come sono i miei capelli, il mio manicure e le mie gambe… un disastro!!!! Abbiamo provato a metterla nel lettino (che ora per motivi di spazio abbiamo dovuto eliminare, tanto era diventata la cuccia dei gatti), ma avevamo paura di svegliare tutto il vicinato… quindi mi dispiace ma non ho soluzioni!!!

  7. ciao Ilaria, io ci sono passata eccome… con entrambe le figlie. quando la tua salute sta per risentirne, e la coppia pure, è ora di cambiare metodo: perché non esistono bambini felici se i genitori cadono a pezzi. in entrambi i casi le bimbe non dormivano per colpa mia, perché avevo sbagliato le mie mosse prima dando loro cattive abitudini. da piccoline dormivano tranquille, tutta la notte. Nel primo caso, è stato un viaggio all’estero a sei mesi a cambiare il copione: per farle prendere il fuso orario l’attaccavo al seno più volte durante la notte. i bambini sono abitudinari, quindi quello dei pasti notturni e diventata una routine e così la nostra insonnia. seconda figlia, copione diverso ma errore identico: all”inizio dormiva tranquilla, poi una volta quando aveva già qualche mese è stata male e io per consolarla l’ho presa in braccio (e allattata ripetutamente) e l’ho portata nel mio letto per rasserenarla. fin qua tutto bene, ma una volta guarita ha continuato a seguire le abitudini prese durante l’influenza e io, pur di non svegliare l’altra figlia, al primo “nghè” balzavo in piedi come un pupazzo a molla.
    Inutile dirlo: l’unica cosa che ha salvato la nostra salute mentale, in entrambi i casi, è stato il tanto vituperato estivill. io l’ho applicato a modo mio, seguendo soprattutto i consigli del rituale sulla nanna. ai pianti mi fiondavo comunque da loro (al primo pianto subito, poi cercavo di tardare un po’), ma spiegavo loro che non potevano avere ciò che volevano (nel primo caso era il latte quindici volte a notte, nel secondo caso che me la scarrozzassi in braccio per ore per farla addormentare e poi la facessi dormire con noi), non le prendevo in braccio ma le coccolavo. insomma, una versione corretta dell’estivill classico ma ugualmente ha funzionato. entrambe le bambine si sono abituate dopo solo due notti. le due notti più brutte della mia vita, lo ammetto, ma dopo siamo rinati tutti. anche le bambine, che erano molto più riposate e quindi molto ma molto più serene.

  8. Eccome se ci siamo passati! Con il primo figlio è filato tutto liscio da subito, già a 4 mesi si faceva le sue belle 8 ore di sonno, se si svegliava prendeva la sua razione di retta e giù di nuovo nel suo lettino a dormire: facile avere un figlio, ho pensato, e ne abbiamo fatto subito un altro. Il secondo completamente differente: era tetta dipendente, da subito. E se non era tetta era comunque desideroso, anzi bisognoso di contatto.Eravamo disperati, io soprattutto. Con lui abbiamo applicato cosleeping per sopravvivenza con critiche da ogni dove: ma lascialo piangere, ma non dargli più la tetta! Poi mia sorella mi ha illuminato, siamo animali anche noi è non esiste cucciolo che non dorma tra le zampe della mamma, nella sua stessa cuccia! Questa illuminazione mi ha portato ad arrendermi alle sue esigenze e a viverle con molta più serenità. Vuoi la tetta? Te la do. Vuoi dormire nel mio letto? Vieni. Non vuoi stare in passeggìno?Compro una fascia. Niente opposizione=niente stress nè per me, nè per lui e tutti più sereni. Sai come è finita? L’ho allattato fino a 25 mesi, entro i tre anni il suo sonno si è stabilizzato e adesso non solo dorme sempre tutta la notte, ma se la mattina gli proponiamo di venirsi a prendere qualche coccola nel lettone si rifiuta, mentre il fratello di 7 anni le rare volte in cui si sveglia si infila nel nostro letto senza nemmeno svegliarci.

  9. Buon giorno mamma risparmio!
    Da tanto tempo vorrei scriverti su vari argomenti, ma non ho mai tempo……. ma qui voglio dirti 2 cose…
    Pensa che prima o poi i bimbi cominciano a dormire soli di notte infatti a 18 anni dormono con qualcun’altro, non certo con la mamma!!! Ma nel mentre i passaggi sono faticosi!
    ma, appunto, si tratta di passaggi!!! Bisogna fare le cose per gradi abituandoli ed insegnandogli a vivere la propria indipendenza!!! Ora Michele ha tre anni e due mesi. Da circa 1 mese gli stiamo insegnando a dormire in camera sua e nel suo letto con papà nell’altro letto, casomai dovesse svegliarsi ed urlare. Sono passaggi lenti e graduali! Da un mese oramai ogni notte che dorme solo, ” come i bimbi grandi e come mamma e papà” la mattina poi riceve una sorpresina (anche solo un cioccolatino o caramellina) e così piano piano si sta abituando, sapendo che noi ci siamo SEMPRE!!! il prossimo passaggio sarà martedi che dovrà dormire solo dato che io dormo con la cucciola appena arrivata e mio marito per tutta la settimana farà il turno di notte. In questi giorni parlandogli con calma gli spiegherò che sarà solo e dormirà solo come sta già facendo… e che comunque se vorrà potrà venire nel lettone ( una finestra aperta deve averla altrimenti neanche si addormenta dalla paura)… Poi, la prima notte di sicuro sarò sempre sveglia, la seconda andrà meglio e così via………. Credo sia importante in giorni di grandi cambiamenti come questo, riempire il bimbo di attenzioni e regali, anche inutili, di coccole, di baci a non finire, di TI VOGLIO BENEEEEEEEEEE per farlo sentire comunque al sicuro! Il bimbo deve vivere la sicurezza del sapere che noi ci siamo SEMPRE, solo così potrà piano piano staccarsi da noi! Perchè per loro non si tratta di dormire la notte e stare finalmente soli (questo è quello che vale per noi…)! X loro significa quasi essere abbandonati a loro stessi nella notte buia e piena di mostri, come mi dice sempre mio figlio.
    Poi, ogni bimbo ha i suoi tempi, ed è vero! Non sono parole al vento!!! Ognuno vive la propria autonomia con i propri tempi.
    Capisco benissimo quello che state vivendo: Michele si addormentava anche prestino, poi dall’una in poi si svegliava ad ogni ora per prendere il latte… alla fine era un supplizio per me anche se sono una grande sostenitrice dell’allattamento esclusivo a richiesta!!! Quindi, decisi di cominciare a staccare il bimbo dal latte per gradi onde evitare di arrivare al punto di andare giù di testa completamente!!! Cominciai ad allungare le poppate e distanziarle ogni due ora (già… Michi prendeva il latte ogni ora ancha di giorno), poi dopo mesi cominciai ogni 4 e così via… Quando ricominciai a lavorare Michi aveva 9 mesi e non ne voleva sapere di mangiare. Anche lì piano piano cominciò ad assaggiare qualcosina e così via e col passare dei mesi si è svezzato da solo con quel che voleva. Poi ci fù la parentesi molto triste del terremoto dove per fortuna lo allattavo ancora un pochino di giorno e sempre di notte. Grazie all’allattamento ho vissuto quei mesi fuori casa con serenità, sapendo che stavo dando a mio figlio tutto quello di cui aveva bisogno anche se non eravamo a casa… Passata l’emergenza terremoto lo staccai dal latte di giorno e lui neanche se ne rese conto, dopo qualche mese decisi di staccarlo anche di notte, aveva circa 2 anni. Io non ne potevo più… ero al limite! Chiesi alla mia capo sala qualche giorno di ferie per mio figlio spiegandole cosa volevo fare. Quindi, a casa, con lui e con mio marito al fianco per la prima volta non gli diedi il latte di notte, così, di punto in bianco!
    Fu una notte terribile, di pianti esagerati ed urla disumane ed io ero quasi disperata come lui… alla fine si addormentò verso le tre di notte per lo sfinimento ed io con lui guardando rai yo yo. La notte successiva ero pronta al martirio, ma con mia grande sorpresa dormì per la prima volta in 2 anni quasi nove ore consecutive e così fece la notte dopo e così via! Da quel momento in poi ha dormito sempre tutte le notti, svegliandosi magari per un incubo e o per i dentini che spuntando facevano male… ma era molto raro! Ovviamente dormiva con noi, sarebbe stato eccessivo per lui staccarsi dal latte e da noi in un colpo solo… Mi sentii molto in colpa per averlo staccato dal latte così bruscamente di notte da farlo soffrire così tanto anche perchè una mia amica fece lo stesso con sua figlia in quelle settimane ma lei, più intelligente di me, raccontò alla sua bimba di 2 anni che il latte era andato via da altri bimbi che ne avevano bisogno, gli raccontò le favola del latte durante una cena studiata dai genitori apposta per lei. Finita la cena spensero le candele del latte che avevano illuminato il tavolo durante la cena e salutarono tutti insieme il latte della mamma, non senza pianti… e da quel momento in poi lei non ha più voluto il latte della mamma… Io mi sono sentita in colpa perchè credevo che mio figlio di 2 anni non avrebbe capito nulla e per questo non gli spiegai ogni cosa! GRANDE ERRORE! e ne ebbi la prova 2 mesi dopo quando decisi di spiegargli come si faceva la pipì e la cacca nel vasino. Lui capì perfettamente e cominciò subito a farla nel vasino ed ogni volta caramella per premio!!! Dopo una settimana mi disse che non ne voleva più di caramelline… ne aveva mangiate troppe!!! heheheh!!!!
    Tutto questo per dire che ci vuole tempo e passaggi graduali e che bisogna spiegarle le cose ai bimbi, capiscono bene! Io l’ho imparato dagli errori fatti!
    Mamma, scusa! ho scritto un papiro e di sicuro avrò scritto anche male… Se penso come ero brava all’università… meglio non pensarci! un’altra vita! baci cara! sei sempre un mito per me!!! grazie di tutto!!!

    1. Cara teresa, scusa se ti rispondo con un po’ di ritardo ma il tuo commento era troppo bello per scrivere due righe e basta. Dico che hai colto perfettamente nel segno, capendo la fase in cui mi trovo. Mia figlia 2 anni fatti il 25 di giugno dovrà affrontare proprio questa fase difficilissima ora: staccarsi dalla tetta che per lei è come l’aria da respirare tanti le è attaccata! Io pure mi rendo conto spesso di sottovalutarla, pensando “ma tanto non capisce” per poi sorprendermi nel vedere che la piccola capisce eccome. Voglio provare questa storia delle candeline, sai? Spero tanto funzioni! Farò leggere il tuo commento anche a papàrisparmio così che anche lui possa trovare conforto e consigli nelle tue parole. Ne abbiamo bisogno perchè non sappiamo bene come gestire questa soluzione che ci stanca entrambi: a me fisicamente, come coppia psicologicamente perchè non ci permette di avere delle nottate serene. Lei non mangia e pensa sempre alla tetta, anche nei momenti meno opportuni…io pure credo di avere fatto il mio, ma ora è arrivato il momento di chiudere questo capitolo. La sfida sta proprio nel farlo con dolcezza. Tu mi dai conforto. Grazie <3

  10. Ciao Ilaria, ovviamente ogni bimbo è a sé e dubito esista un metodo veramente efficace con tutti. A noi però è stato d’aiuto il libro “Il linguaggio segreto dei neonati” che è un po’ la risposta dolce al metodo di Estivill. Insegna ad osservare il comportamento dei piccoli insegnando loro ad essere autonomi senza traumi. Il segreto per la nanna sembrerebbe riuscire a farli addormentare da soli nel lettino, ma non “abbandonandoli” lì da soli, bensì stando in camera con loro, rassicurandoli ed aspettando che riescano ad imparare a prendere sonno con i loro tempi e metodi. Insomma, te lo consiglio, anche sé più è grande il bimbo e più lunga sarà l’impresa, ma sé poi sì riesce ne sarà valsa la pena. In bocca al lupo! Linda

  11. Coraggio mamme risparmio io mio figlio non l’ho mai messo nel lettone x non dargli il vizio: aveva il suo lettino accanto al ns, si addormentava alle 20,30 dopo la poppata e si risvegliava alle 4,30 per l’altra sino a quando a 14 mesi causa mastite gli abbiamo tolto la tetta e lui non ha preso piu’ latte neppure dal biberon. Sembrava tutto filasse liscio sino a quando una notte, credo intorno ai due anni e mezzo, ha scavalcato la sbarra del lettino e si e’ piazzato in mezzo portandosi dietro cuscino e orso. Pietro ha 8 anni e siamo piazzati ancora così, ogni notte tra le tre e le cinque si sveglia e trasloca nel lettone, a nulla valgono discorsi e minacce, lui zitto zitto e puntuale arriva, mi dice che siamo una famiglia e dobbiamo stare tutti insieme e che non e’ giusto che lui che e’ piccolo debba dormire da solo. Che fare ? Non so…. Dovra’ passargli prima o poi…. o forse no? Aiuto!?!

  12. Cambiate completamente la routine rimettetela nel suo letto e riprendetevi la vostra vita ! Farete una settimana d’inferno ma poi le cose so sistemeranno. Insegniamo noi ai figli s dormire tutta la notte non dimenticatelo !

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